
Giuliette Gréco
Mariella Zadro
Uno stile impeccabile, due occhi espressivi, una gestualità eloquente, una voce pacata e avvolgente, inconfondibile.
Tutto ciò, era lei, icona della canzone francese: Giuliette Gréco che ci ha lasciati alla veneranda età di 93 anni, il 23 settembre 2020.
In Italia, la sua ultima apparizione, fu nel 2015 al Festival di Spoleto.
Durante l’intervista, comunicò che questa sarebbe stata la sua ultima apparizione in pubblico: “Ho 88 anni, la mente ancora è molto lucida, ma non controllo più molto le reazioni del fisico”.
Poi alla domanda:” Cosa consiglierebbe ad una giovane che volesse intraprendere la sua carriera? “
Senza la minima incertezza, arrivò la risposta: “Consiglierei di saper sempre scegliere, non farsi prendere dall’entusiasmo, senza aver ponderato le proprie attitudini“.
E’ nei caffé bohemienne di Saint-Germain-des-Prés a Parigi, che negli anni quaranta, iniziò la sua lunghissima carriera.
Settant’ anni di musica, comunicando sempre forti emozioni.
Jean-Paul Sartre, considerato uno dei massimi rappresentanti dell’esistenzialismo, disse che Juliette cantante aveva, un “milione di poesie nella sua voce”.
La vogliamo ricordare, con alcuni versi di una poesia di Jacques Prévert, messi in musica da Joseph Kosma “Le foglie morte” versione italiana di Les feuilles mortes.
Come vorrei che tu ti ricordassi
I giorni belli che eravamo amici
In quei tempi là,
La vita era più bella,
Il sole più caldo di oggi.
Le foglie morte si raccolgono insieme...
Lo vedi: non dimentico più
Le foglie morte si raccolgono insieme
Come i ricordi, come i dispiaceri…






















