Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Decadenza

Decadenza per umana assenza decadenza per fastidiosa presenza decadenza per i tanti del senza decadenza per negata accoglienza decadenza per mancante coscienza decadenza per scarsa coerenza decadenza per assente decenza decadenza per infantile disobbedienza decadenza per costante emergenza decadenza per nevrotica impazienza

decadenza per giovanile impertinenza decadenza per senile incoerenza decadenza per indifferenza all’indigenza decadenza per contagiosa insofferenza decadenza per diffusa insolenza decadenza per penalizzata intelligenza decadenza per desiderio d’impotenza decadenza per prevalente prepotenza decadenza per strafottenza e violenza decadenza per dissolta esistenza dissolvenza dissolvenza dissolvenza.

Così:

Ha ancora senso l’idea platonica che innalzava verso la divinità?

Ha ancora senso la razionalità aristotelica che nella ragione trovava il fine dell’esistere?

Ha ancora senso l’umiltà socratica dando dignità al suicidio e allo Stato?

Ha ancora senso l’oratoria ciceroniana, se il chiacchiericcio è patrimonio politico ed è coltivato come una volta il grano, perché il gregge possa saziarsene, a sua volta proposto nell’infimo belare, se non nevrotico strillo?

Ha ancora senso il Nazareno nel deserto, se le metropoli sono formicai di cemento e hanno ancora senso i suoi digiuni, quando tonnellate di cibo sono trasportate come rifiuti nelle discariche?

La stella che condusse verso Betlemme si posò sul basco del Guevara, ma diamo ancora valore a quel basco?

Ha ancora senso la spirituale umanistica omosessualità pasoliniana nel bacio dei matrimoni gay?

Ha ancora senso il sangue-seme dell’originario cristianesimo?

Ha ancora senso la strage di Stalingrado?

Ha ancora senso il sogno della scoperta, come quella di Cristoforo Colombo, quando le grandi funeree navi di crociera s’incagliano ubriache nell’Argentario?

L’invisibilità dominatrice del dio denaro e la conseguente pesantezza del ventre, che si concede alla famelicità delle fogne, ricorrono come finalità collettive e gli stadi sono valvole di sicurezza per le invivibili rabbiose periferie.

Altro che San Francesco, altro che Buddha, altro che Gandhi, altro che Mandela:

non è più tempo di santi o eroi.

Non ci meravigliamo quando la storia genera dittature o, comunque, follie.

E allora?

La stella che guidò i Re Magi?

Morta nel basco del Che.

Il primitivo sangue cristiano?

Trasformato in coca-cola.

L’insaziabile ventre occidentale ha fagocitato i resti di coscienza.

Dissolvenza della decadenza e la burattinesca follia collettiva abbia fine, unitamente a burattini e burattinai.

  

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