
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.
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Se la passione non è contenuta
potrà nel tempo diventare vizio;
allora, certo, quella va vissuta,
ma sempre misurata con giudizio.
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Bello è lo scherzo, quando poco dura,
afferma il vecchio detto popolare:
è come voler dir che la misura
anche per gioco è giusto praticare.
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Il seme è seminato sulla terra
col fine di produrre buon raccolto,
ma l'uomo con lo spirito di guerra
il frutto umano sempre vuole incolto.
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Il seme nella terra è seminato
e viene definito pure embrione,
dalla natura vien poi fecondato
per giungere così a maturazione.
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Il seme dentro il ventre seminato
può essere chiamato pure embrione
e dalla vita viene fecondato
per giungere così a maturazione.
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Se la natura un seme presuppone
perché la vita possa avere forma
e giungere così a maturazione
la morte contraddice questa norma.
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Il buono agire chiamasi buon senso
che, col pensiero, serve a ragionare;
con il ragionamento non c'è senso,
che, per ragione, ha solo guadagnare.
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Se dicono il pensiero un'astrazione
perché non lo potremo mai toccare,
allora il corpo è solo un'illusione
perché dopo la morte ci scompare.
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Colui che si rifiuta di pensare
oltraggia la sua mente per ragione
e limita il suo vivere a campare,
trovando nell'ignavia soluzione.
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Se presumiamo con la presunzione
e con la riflessione si riflette,
prima di far dovuta conclusione
è bene il ripensar le cose dette.






















