

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Contrasti poetici contemporanei
Ha il tempo moderno i suoi contrasti,/ e pure nelle ottave, ben s’intenda:/
ve li propongo, sperando che basti/ e lo sviluppo non li disattenda.
Asinità
L’asino di ieri (1)
“Io nel lavoro all’uomo fui compagno
e aiuto gli portai nell’esistenza,
di tutto questo, certo, non mi lagno
avendo come dote la pazienza;
non ebbi dalla vita alcun guadagno
i giorni conducendo in dipendenza;
accettai umilmente il mio destino,
verso la terra stetti a capo chino”.
L’asino di oggi (2)
“Beh, moralmente ti sono vicino
ma non mi muovo, certo a compassione,
la testa, quand’è china, è del lecchino,
dovevi far valer la tua funzione,
il contadino, sai, ha cervello fino
e sfrutta in ogni modo l’occasione:
insomma, se tu davi un risultato
non dovevi per ciò essere sfruttato”.
(1)
“Io vissi un tempo troppo sfortunato,
per meglio dire, alla maniera antica,
ai giorni nostri ti sei tu abbinato
e non sei più costretto alla fatica,
pertanto tu ti sei ben’adeguato
ché la modernità ti è molto amica,
ben pasciuto, si sa, senza sudore
e avendo l’uomo tuo benefattore”.
(2)
“Tu sei stato per me anticipatore
paziente, sopportando la tua sorte,
per questo io ti sono debitore
e te lo dico chiaro, in modo forte;
certo, ti comportasti con onore
ma sopportasti troppe cose storte:
insomma fosti troppo sottomesso
e, mi dispiace dirlo, proprio fesso”.






















