
Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
C’è in giro
C’è in giro abbondanza di colore rossiccio in teste che il tempo ha reso grigie o bianche, e la vecchiaia diventa patetica.
C’è in giro abbondanza di colore viola-azzurro-biondo non di grano e di jeans lacerati e sdruciti perché presentino il plusvalore del burattino, ma è lontana la commedia dell’arte: siamo alla farsa sdrucita.
Mi ricordo che il nonno rattoppò i suoi pantaloni consumati per inginocchiarsi alla terra, alla quale rendeva omaggio come figlio alla madre concedendo il seme per la crescita.
C’è in giro abbondanza di obesità infantile sì che i dondoli cigolino per un peso innaturale e gonfiato di alimento odoroso, un alimento antiafricano: seni vizzi di un continente alla deriva dell’abbondanza occidentale; nel fondo del Mediterraneo disgraziati cadaveri come mummificati da residui di plastica
C’è in giro il gusto del nordico e il Sud ha disperso il bronzeo della Magna Grecia, disperso il sorriso etrusco.
L’acconciatura della matrona romana è soltanto nella statua sopravvissuta in Roma di Fellini, la Roma sotterranea, e si è dissolta con l’affresco all’aria.
Il sudore, che fu di mio nonno, non bagna più la terra, preparata così per rendere meno dura la morte, ma inzuppa il corpo all’ossessione della magrezza e si concede al parquet della palestra.
La fisionomia essenziale sembra tendere alla gabbia della struttura scheletrica inconsapevole demenziale proiezione all’inconscio dell’esistenza.
Così odio le modelle e la loro arroganza nel camminare in passerelle, che incoronano l’antiestetica, mentre gli stilisti, per ricchezza ignoranti, pretendono filosofeggiare, contrabbandando la linea nello sviluppo delle forme con approssimative definizioni concettuali.
Stronzate!
È preferibile lo incedere dei prelati, sempre in Roma di Fellini, colonna sonora di Rota e Gavina: un incedere ripetitivo e rassicurante.
Che fine ha fatto il grigio vestire di mia nonna?
Che fine hanno fatto le sue scarpe piane?
Che fine ha fatto il viso screpolato dal sole?
Possibile che la cosmesi sia nuovo idolo?
L’idea platonica e la razionalità aristotelica?
La sapienza socratica e la speranza nazarena?
La cosmesi è nuovo idolo, che ci ha cambiato e non siamo più pronti all’idea della morte.
Il sacrificio collettivo all’antiestetica, avrebbe detto Pasolini.
La calma bellezza giunonica è morta con la grandezza del tempio greco.
C’è in giro l’oblio manipolato e la storia stende un compassionevole sguardo, che muore per ultimo, non la speranza.
C’è in giro…
Meglio l’oblio, quello di sempre, e Roma sembra preannuncio della fine.
Come nella scena, ancora in Roma, nelle gozzoviglie della Festa de nojàntri, affidando Fellini la profezia a uno scrittore straniero, perché americano.
L’intelligenza sa leggere il futuro nel suo presente.
La proiezione temporale risulta, però, patrimonio per pochi.
E già oggi.






















