Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Gocce di sabbia

Scendono gocce di sabbia magrebina da un rosso cielo, che non è più segno di bel tempo e speranza.

Scendono gocce di sabbia magrebina e anche di nero centro africano.

La storia vendica la colonizzazione?

O è un problema di coscienza collettiva, dimentica delle colpe portate?

Ma c’è oggi ricorso alla coscienza?

Scendono gocce di sabbia magrebina e i barconi affondano morti ignoti nella tomba mediterranea.

L’equivoco della speranza è tale solo perché l’abbondanza e il luccichio delle cose sembrano rifugio ai vuoti seni delle madri africane?

La coscienza occidentale non è sporca per le gocce di sabbia magrebina, ma perché è sporca, storicamente e presentemente sporca, in barba alla comune origine cristiana.

In un libro di “storia delle religioni” lessi che in Africa si pratica una sorta di confessione pubblica collettiva, con il corpo immerso nell’acqua, la confessione dell’azione personale diventa sollievo e partecipazione.

La coscienza occidentale non è sporca per le gocce di sabbia magrebina, ma perché è sporca, storicamente e presentemente sporca, in barba alla comune origine cristiana.

Chi fu originato in Palestina già non può offrire novella di speranza eLo uccidiamo per una seconda volta.

Non posso che rifugiarmi nei grandi occhi di un bambino africano, scampato al cimitero mediterraneo e a essi la mia colpa chiede perdono.

La coscienza ricorre al mio battesimo, piangendo la colpa della mia impotenza, come gocce di sabbia magrebina.

E le gocce, prima o poi, saranno tempesta color rame.

Strano: rame, anagramma di mare, mare sinonimo di Mediterraneo, Mediterraneo

liquido percorso di disperazione e di morte.

Lontano è il lago di Tiberiade!

Chi potrà camminare sulle sue acque!

Non è tempo di levitazione, ma di surfisti (da una parte) e di cadaveri salati (dall’altra).

Le gigantesche navi da crociera solcano la morte e l’illuminazione colorata tacita la colpa della follia collettiva.

E le spiagge brulicano di abbronzati ammucchiati cadaveri viventi!

Corpo senza pensiero.

Meglio la barca di Caronte.

 

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