Questa foto è una poesia, è Via delle Caprarecce
Ezio Cardinali, fotografo
102 foto del Quartiere di Pianoscarano a Viterbo catturate dall'obiettivo del fotografo Ezio Cardinali e una breve storia del quartiere.
Mauro Galeotti
Qualche notizia su Pianoscarano o Piano Scarano
dal libro L'illustrissima Città di Viterbo, Viterbo, 2002
Pianoscarano si trova menzionato già nell’802 come Vico Squarrano o Squarano quando tal Gualberto del Castello di Viterbo, per sé e sua moglie Astruda, riceve in affitto dal Monastero di Farfa alcune case, terreni e vigne. Nell’810 è detto Squarranus, poi nell’Agosto 819 è un’altra citazione, quando Ratilmo figlio di Aiurualdo, longobardo natione traspadinus, dona al Monastero di Farfa tutti i beni che possiede in vico vel casale Squaranum.
Testimone è un altro longobardo di Vico Squarano, l’atto fu rogato in una casa a Piano Scarano. Nell’824 è citato de Vico Squarano e nell’859 Vicus Squaranus.
Qualcuno vuole che sia un nome di origine longobarda dove squara sta a significare schiera. Scrive Francesco Cristofori (1888): «L’etimologia della parola “Ascarano” equivale a ladrone di strada […].
L’etimologia della parola corrotta “Scarlano” si crede derivata da “Scarano” e questa da “Squarranus (planus)” secondo l’Orioli ed equivarrebbe a “Piano delle Schiere” in volgare. La prima di dette etimologie mi sembra preferibile a quest’ultima».
Tutto il territorio di Pianoscarano era sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Farfa che controllava, attraverso la Chiesa di santa Maria della Cella, le altre chiese di san Nicola e sant’Andrea, come da conferma di papa Urbano IV del 1262.
Infatti, i consoli del popolo e dei nobili e i dieci anziani di Viterbo, il 9 Maggio 1148, acquistarono le terre nel Piano Scarlano dal preposto della Chiesa di santa Maria della Cella per edificarvi case.
Quel terreno era già stato dato in pegno a Giovanni di Gregolitio. Al preposto fu promesso di poter edificare su quel terreno e di assegnargli le decime sui vivi e sui morti delle chiese che si sarebbero costruite nella contrada.
Della Tuccia invece fa risalire la costruzione delle abitazioni sul Piano al 1187 «fu cresciuto Viterbo, e fatto Piano di Scarlano, che prima si diceva Piano Ascarano» e intorno a quest’anno fu anche cinto di mura da Porta Fiorita.
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