
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.
Telefono vuol dir suono lontano
e certo giova nel tempo moderno,
tenendolo comunque troppo in mano
scocciamo pure Santi e Padreterno.
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Con il telefonino parli molto
comunicando spesse volte niente:
infatti la parola ha vero ascolto
se giova a ragionare con la gente.
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La crosta della terra violentata
male sopporta la nostra presenza:
nel corso dei millenni s'è formata,
ma noi le abbiamo tolto consistenza.
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Ci dicono che il sole sia malato
e, quindi, ci potrebbe fare male;
abbiamo il nostro corpo condannato
ad un calore solo artificiale.
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Nel leggere la stampa quotidiana
non c' è che da restare senza fiato
e non vi sembri, quindi, cosa strana
se preferisco leggere il passato.
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A scuola non c'è più riparazione
e lo studente non è rimandato,
come dicessi che la confessione
lo manda senza pena perdonato.
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Al nostro corpo, figlio della mente,
si dice che fa bene il camminare:
io vedo che si sposta tanta gente
ma non sa troppo spesso dove andare.
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Il matrimonio lega nel contratto
e nel rispetto esige un grande impegno,
la sua premessa o meglio l' antefatto
sta nel convinto e mutuo sostegno.
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Porto gli occhiali per l'astigmatismo
così che l' occhio mio veda corretto,
diffido, quindi, d' ogni assolutismo
perché pretende d'essere perfetto.
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Quel che sarà si chiama previsione
e chi la fa chiamiamo noi veggente;
io credo solo nella condizione
di ciò che fu, passato nel presente.






















