Francesco Mattioli, sociologo

Caro Mauro, lascerò a Paolo D'Arpini la libertà di definirsi realista invece che negazionista, sebbene si faccia forte di affermazioni  tipo "Le conclusioni di questi  inoppugnabili dati  indicano secondo il dott. Langer che non vi è mai stata una pandemia e che nell'anno 2020 c'é stata al massimo la più o meno consueta influenza".

L'uso di un termine come inoppugnabili è ridicola, proprio a fronte dei dati. Ma se esistono i terrapiattisti, non vedo perché non possano esservi coloro che non si arrendono mai, come il col. Buttiglione del film, neppure di fronte all'evidenza.

Insisto invece sulla compagnia che D'Arpini si ritrova, con la sua scelta, che è ideologica, non scientifica e quindi oppugnabile.

Si tratta per lo più delle stesse persone che negano la crisi ambientale e vi oppongono dati inoppugnabili che incoraggiano lo sfruttamento estremo delle risorse della Terra.

Strane coincidenze; ma si sa, il nemico del mio nemico è mio amico, chiunque egli sia.

L'articolo di D'Arpini