
Montefiascone Villa Serena

Montefiascone - Villa Serena, residenza per anziani
Mauro Galeotti
Inizia un rapporto vivo e vivace con gli ospiti speciali di Villa Serena, un angolo di Paradiso nel cuore della Tuscia, che si trova a Montefiascone.
Da un'idea dell'amministratrice delegata, la dott.ssa Elisabetta Ferrari, è nata la collaborazione con gli ospiti della Villa al fine di far raccontare, da loro stessi, i ricordi, perché non andassero perduti.
Narrazioni semplici, vivaci, di memorie nostalgiche belle e tristi, ma che li hanno fatti crescere, maturando la loro ineguagliabile esperienza di vita vissuta sulla loro pelle, caratterizzata da quelle righe che disegnano il volto, indelebili, ineguagliabili.
Quei segni sono l'espressione della vita, un libro aperto che rivela il carattere, le abitudini e l'anima.

dott.ssa Ilaria Alesse
A raccogliere le storie la persona più adatta è chi vive con loro, la dott.ssa Ilaria Alesse, Psicologa e Psicoterapeuta, che ringrazio per la professionalità e la disponibilità nell'assumere un sì particolare impegno.
Pubblicherò una storia al giorno.
Mauro Galeotti
Teresa C. classe 1929 “Infanzia”
La mia casa aveva poche stanze, una camera e una cucina.
Io dormivo con mia madre anche perché il babbo era morto quando avevo 6 anni e ci aveva lasciato con la mamma e i miei due fratelli ma il mio ricordo più bello è legato alla nonna Teresa, lei mi preparava pane e olio o il pane con la marmellata che lei stessa preparava con la frutta che raccoglieva nelle campagne.
Sono cresciuta nelle campagne della maremma e ricordo che erano sempre piene di zanzare, umide per lo più; della mia casa mi piaceva la camera dove dormivo perché c’era un grande camino dove mio padre quando tornava dal lavoro ogni 15 giorni perché faceva il trasportatore, ci teneva sulle ginocchia a me e ai miei fratelli facendoci cavalluccio cavalluccio….
I miei fratelli amavano farsi i dispettucci e quello per noi era l’unico modo di poter giocare, ma la domenica si andava tutti insieme ad aiutare papà per portare da bere ai muli.
Ho potuto frequentare le elementari e ricordo che si andava con un grembiule bianco e un enorme fiocco azzurro, al tempo fatta la prima comunione all’età di 7 anni si iniziava a fare il vestito per la cresima rigorosamente bianco cucito a mano dalla comare con velo come avveniva per le sposine, ma essendo morto mio padre da poco mi fecero il vestito nero.
La festa era stata organizzata a Cura di Vetralla la 2° domenica di Settembre, finita la processione c’era la musica in piazza, la porchetta e le giostrine.
Nel 1940 era scoppiata la guerra e le cose erano molto cambiate, c era poco di tutto, anche studiare era diventato impossibile sebbene prima per studiare andavo a pulire dalla maestra che abitava al piano di sopra, per andare in giro avevo solo il vestito nero della comunione e tutti mi chiamavano la vedova nera, ricordo ancora forte il rumore dell’allarme aereo, quando suonava scappavamo tutti dalle nostre abitazioni per raggiungere una grande trincea che doveva tenerci al riparo dalle bombe e in questo modo siamo sopravvissuti.
Non ho avuto molti giocattoli, per giocare usavo le pentoline e sebbene la comare di cresima mi aveva regalato una bambola non la utilizzavo per non sciuparla, successivamente ho regalato quella bambola a mia figlia con gioia e nel vederla giocare con quella bambola mi riportava a ricordi anche dolorosi ma pur sempre belli perché vivevo con la mia famiglia.
Mi piaceva molto cantare e tra le canzoni dell’epoca che ancora oggi risuona nella mia mente è Vincere e Vinceremo del Duce.






















