

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nuovo Medioevo
(La Cina è vicina)
Quanno a Berlino ruinò lo muro
fu dicto che stravincto era lo Male,
lo munno adivenétte più globale
e fu principiamento a tempo’oscuro.
“De la cortina quale fu la fine?”
“Ah l’oblitai ch’issa più non c’era
et de lo Bene principiò nova èra
mentre se dissolveva lo confine”.
Da la ruina de lo comunismo
la economia perdette la cultura
che abétte la rialtà come misura:
hodie lo plusvalor finanziarismo.
Et internet, nova rivoluzione,
concédese pe’ quisto novo joco,
lo quale è bello quanno dura poco
vulgante la fallanza de illusione.
Ma quisto, gente, dura, come dura
perché jocanno crisce lo profitto,
lo quale, gente, fissa lo diritto
de fàcere isso stesso la misura.
Co’ li barbari novi da patroni,
lo novo medièvo che s’avvicina,
s’è disserrata la muraja in Cina
et li piccata Iddio ce li perdoni.
Dicto già fu da lo caro Bellocchio
che la Cina nun era più lontana,*
cosa che fu estimata una mattana
d’uno regista co’ penuria d’occhio.
Et hodie se sproloqua de la Cina,
che certo nun è più quella de Mao,
quilla rivoluzion dicétte “ciao”.
Issa sarìa sarvezza o pur ruìna?
Qui sémo circumdati da nimichi
che pe’ barbarità so’ tali et quali,
ma d’una ispecie de omini non tali
come virtuali, non come li antichi.
La loro percussura è de abundanza,
quèruli de non essere saziati
finché no, nun saremo consumati
pe’ gioco capitale: la finanza.
Abe la istoria uno suo percorso,
quillo de abér judicio senza fretta,
sinnò resulta istoria de operetta
e quista ad altro verso abe ricorso.
Lo verseggiare meo guatò a lo retro,
quanno la penna de oca s’adaptava
a scìbere pensier che se parava,
quanno lo nome meo dicto fu Petro.
Trattase qui de novo medievale
abente inusitata sua funzione?
Ognuno facce picciol riflessione;
tempore alieno: lexico vulgare.
Audite: finit’è lo Carnevale.
Giù su le teste, giù lo cinerrone
et in penitentia stie lo Stivalone
ché lo tempore è de quaresimale.
Or semo srotolati ne la china
co’ lo bagajo ognor più complicato
mentre se discetta “fritto o lessato”,
melio sarebbe lo migrare in Cina.
Necessitade v’è de Lo Milione
lo libbro affabulato da lo Marco?
No, ché la Cina oprì lo granne varco
che a li Cinesi oprì lo Stivalone.
So’ quisti li avamposti de la Cina,
forieri de lo vento de l’oriente
et co’ lo vento (che dicìte gente?)
la terra de lo Marco è più vicina.
So’ li corsi et ricorsi de l’istoria,
come già scripse Giambattista Vico,
et io, pe’ celia, qui ve lo ridico,
ché la potentia sua è ne la memoria.
Ah, m’ero oblìàto de quisto rescripto:
“Sì lo Paese stie ne la ruìna,
l’Italia sie tradutta ne la Cina”.
Mah, Marco Paolo mo’ lo avesse scripto?
Se lo munno globale è imbarbarito
co’ lo novo Medièvo ch’è lo signore,
v’è ne la terra lo dominatore
de lo storico corso, mo’ invertito.
Ex sententia mea: Lo Capitale
che da qualcuno certo fu trattato,
poscia ad utilitatem fu sfruttato
da li barbari, amichi de lo Male.
Tra li corsi et ricorsi de la istoria
no, nun necessitava ‘sta stranezza:
o lo Bene avrà nova concretezza
o pur finrà lo salmo in gloria?
Trattar de lo dimane nun me cale,
perché se l’hodie poscia sie trascorso
vurrebbe lo dimane altro discorso
e quanto puote dìcere ette vale.
V’è già troppa abundantia d’Isaia
che scribo qualche verso, me cuntento,
ausculto, guato et olfo quale vento
et ferro tango pe’ scaramantia.
Se de lo savio è proprio vide innante,
io, che savio nun so’, cortese gente,
trattengome loquente co’ la mente
et tempto de capirnene lo arbitrante.
Vòllese lo villaggio più globale?
Allo’ lo balbettìo da Strapaese
sie pur lo americanovocinese,
dicto è già melio: novo medievale.
Or se lo barbarismo è similtale,
con lo loquo de finanza et banca
è melio lo loquar come lo Branca**
et rape cultivar co’ lo vulgare.
“Rapevurgarietpopulirapati
banchetfinanzetnewcapitalismo
muromacerietgnudocomunismo
americancinesietnewmercati”
“Miseriemutuatetspoliamento
castellafinanziarietnewglebismo
dominiomercatantetglobalismo
tecnopecunetnewbarbarimento”.
Exempla de abomio lexicale
profitto de lordura et sfruttamento
pecunia de pattume et arricchimento
infamia pe’ le genti de lo Male.
Melio lo Branca, melio lo Lione,
melio lo cavaliero visionario
maledicto lo globalfeudotario
melio lo antiquo munno, a citazione.
Lo medièvo de Branca fu già prima
et abétte poscia lo Rinascimento,
che Dante antecedette et Monumento
facétte quilla granne invicta rima.
Gente gentil, pe’ bona educatione
gratias ve dico et rogo lo commiato
co’ speme de pur picciol resultato
ecco le istrofe de la conclusione.
Latius trascribo de lo gran Scrittore:
Vivemo già lo tempore dolente?
Vivemo già come perduta gente?
Vivemo già ne lo crudel dolore?
Vivette lo Scrittore ne lo retro,
lo tempore nomato medièvale,
et scripse de lo Bene et de la Male.
Nomòsse Dante, me soltanto Petro.
Or similtale a picciolo poeta
me rolo ne l’armata de lo Branca
et, frigida la mente, se pur stanca,
ne lo diserto giugnerò a la meta.
*Riferimento al film di Marco Bellocchio, La Cina è vicina (1967).
**E’ chiaro il riferimento ai due film-capolavori del compianto grande Mario Monicelli, L’Armata Brancaleone (1966) e Brancaleone alle Crociate (1970).
Il regista con questi due film è stato l’iniziatore di un nuovo genere cinematografico, innovatore nel modo di raccontare l’Età di Mezzo e creatore di un vero e proprio vocabolario di neologismi e locuzioni (ad esso ho cercato di attenermi), che, inventati dal registra con gli sceneggiatori Age e Scarpelli, hanno finito per entrare nel linguaggio comune.






















