Il 26 aprile 1998 a Citta' del Guatemala veniva assassinato Juan Gerardi, vescovo, difensore dei diritti umani. Due giorni prima di essere ucciso aveva presentato il rapporto "Nunca mas" di recupero della memoria storica delle violazioni dei diritti umani commesse in Guatemala, rapporto che documentava puntualmente decine e decine di migliaia di uccisioni, di sequestri, di torture in quel paese tra il 1960 e il 1996, restituendo un volto, una voce e una storia alle vittime e aprendo la via a un'opera di verita', di giustizia, e quindi di riconciliazione.
Nel corso della lunga mattanza si giunse a massacri di indios riconosciuti come veri e propri atti di genocidio. Juan Gerardi fu tra coloro che si batterono strenuamente per denunciare i crimini e per salvare vite umane; e per questa sua azione di solidarieta' e di pace, di difesa nitida e intransigente delle vittime innocenti della barbarie stragista, subi' minacce e attentati e fu infine anch'egli assassinato.
In questo anniversario della sua morte noi lo ricordiamo ancora, e con lui ricordiamo tutte le vittime degli atti di genocidio degli indios in Guatemala, tutte le vittime della lunga stagione di violenza fascista, razzista e stragista.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza si oppone alla violenza.
Solo facendo il bene si contrasta il male.
Pace, disarmo, solidarieta'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Condividere il bene ed i beni.
Siamo un'unica umana famiglia in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera, un unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Nel ricordo di Juan Gerardi, nel ricordo di tutte le vittime, la nonviolenza e' in cammino.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Nel corso della lunga mattanza si giunse a massacri di indios riconosciuti come veri e propri atti di genocidio. Juan Gerardi fu tra coloro che si batterono strenuamente per denunciare i crimini e per salvare vite umane; e per questa sua azione di solidarieta' e di pace, di difesa nitida e intransigente delle vittime innocenti della barbarie stragista, subi' minacce e attentati e fu infine anch'egli assassinato.
In questo anniversario della sua morte noi lo ricordiamo ancora, e con lui ricordiamo tutte le vittime degli atti di genocidio degli indios in Guatemala, tutte le vittime della lunga stagione di violenza fascista, razzista e stragista.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza si oppone alla violenza.
Solo facendo il bene si contrasta il male.
Pace, disarmo, solidarieta'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Condividere il bene ed i beni.
Siamo un'unica umana famiglia in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera, un unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Nel ricordo di Juan Gerardi, nel ricordo di tutte le vittime, la nonviolenza e' in cammino.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 26 aprile 2020
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it






















