Francesco Mattioli, sociologo
Chi ha intorno ai settanta anni ricorderà come l’Italia degli anni ’50 venne sconvolta dal diffondersi della poliomielite, fino ad oltre ottomila casi alla fine del decennio.


Francesco Mattioli, sociologo
Chi ha intorno ai settanta anni ricorderà come l’Italia degli anni ’50 venne sconvolta dal diffondersi della poliomielite, fino ad oltre ottomila casi alla fine del decennio.

Mario Olimpieri
Buongiorno Mauro, oggi una poesia scherzosa ma non troppo.
Buon Ferragosto e buona domenica a te e ai lettori. Mario
Poesia scritta in endecasillabi
La mosca

IL PROFUMO DEL PANE
SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE
Gesù: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».




Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LA MAREMMA CHE FU
(filastrocche – ninne nanne)
Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti
Quando viene…
Francesco Mattioli, sociologo
Francesco Mattioli
Ci sono due modi per conoscere e spiegare la realtà che ci circonda. In realtà, prioritariamente occorrerebbe chiedersi che cosa è la realtà; e anche qui ci sono due modi: l’uno, quello che dal platonismo arriva fino alla fenomenologia, suggerisce che la realtà è solo quella che appare a noi, sia sul piano percettivo che su quello concettuale.

San Massimiliano Maria Kolbe
La Quercia
Gianfranco Ciprini
Carissimo Mauro oggi 14 agosto è la festa di San Massimiliano! Altro santo devoto della Madonna della Quercia! Facciamo gli auguri al nostro parroco don Massimiliano Balsi!
Un caro saluto Gianfranco

Micaela Merlino
“Dalla via di Mezzo a via XXIV Maggio” Una strada e la sua lunga storia in una mostra fotografica all’aperto.
Per un lungo periodo di tempo il paese di Villa San Giovanni in Tuscia fu denominato semplicemente San Giovanni, tante persone s’alzavano all’alba per andare a lavorare nei campi, per accudire gli animali, per aprire le loro botteghe, e le donne s’affrettavano ad andare a prendere l’acqua con le brocche alla fontana.

Paolo D’Arpini