Dal mondo dei vivi PENSIERI Questo compagno di vita è stato l’unico vero amico
A te Mauro, che non sei fisicamente dei miei, sei lontano, ed anche se eventualmente dovessi decidere di avere a che fare con un pazzo, non me ne frega niente, a te Mauro posso confidarti liberamente con che tristezza affronto e supero il periodo natalizio.
Diversi avvenimenti dolorosi mi si sono abbattuti proprio in questi periodi “festosi”.
Moltissimi anni addietro, al capezzale di mia madre gravemente ammalata, mentre la imboccavo per nutrirla, ho ricevuto queste parole: “Un tempo, tu piccolo, ti imboccavo per darti la pappetta; adesso tu ricambi imboccando me”.
Poi mentre le leggevo una favola di Trilussa, si è addormentata.
E dorme ancora.
Anni addietro ho trascorso un Natale in una corsia di rianimazione in un Ospedale di Monaco di Baviera con la prima moglie poi deceduta. E potrei continuare, ma non mi sembra corretto riversarti fatti privati.
Passo invece a confidarti qualcosa di “futile”.
L’ultimo mio cane, il Pastore Tedesco con il quale ho condiviso strettamente la vita per quattordici anni, mi ha lasciato qualche giorno prima di un Natale.
Poiché ci capivamo anche con le espressioni, con l’ultimo suo sguardo mi ha detto: “Mi dispiace, lasciarti, . . .solo".
E, ripensando ed esaminando i miei ottanta anni trascorsi, posso tranquillamente affermare, da idiota: Questo compagno di vita è stato l’unico vero amico.
GDP
Caro GDP,
una delle cose più belle della vita di un 63enne, il 2 gennaio 64, è essere amico di una persona splendida che non conosce perché non può toccarla.
Non la tocca perché l'amico vive lontano.
Eppure amicizia c'è
Eppure stima c'è.
Eppure sentimento c'è.
Eppure rispetto c'è.
Un amico che ha sofferto, e forse soffre ancora, ma un amico.
Ad unirci è proprio la lontananza, chilometri e chilometri di distanza, ma vicini.
Caro GDP anche io non ho più mamma e babbo, quando mia madre stava per salire il primo gradino per il cielo, mi disse: "Mi dispiace morire per te". Aveva 45 anni, e quando dicevo agli amici e conoscenti che avevo perduto la mamma ed aveva solo 45 anni, qualcuno mi rispondeva, io mia mamma neppure l'ho conosciuta!
Allora non ho più parlato, c'è sempre chi sta peggio di noi, o ha vissuto una vita peggiore della nostra.
Tutto ciò è esperienza, è saggezza, è amore per la vita e per quello che ti dà.
E tu devi prendere la vita per la vita, e se fai ciò, ti resta tutto quello che desideravi, anche il genitore che se ne va, perché lui è in te, nella tua vita, nei ricordi, negli insegnamenti che lascia a noi per trasmetterli ai nostri figli.
Certo avrei voluto una mamma novantenne, ma così non è stato.
Un babbo novantenne, ma mi ha lasciato quando aveva i miei anni attuali.
Ma loro mi hanno insegnato ad amarli, mi hanno insegnato ad amare gli animali, perché sempre a casa mia c'era un esserino a quattro zampe o a due.
Sì, cani, gatti, scimmia, volpe, criceti, uccellini... tanti amici ai quali ho voluto bene e voglio bene.
Se ne sono andati via, accanto ai miei genitori, tutti compagni della mia vita, ultimo salito lassù è Max, un cane pastore tedesco a tre zampe, una perduta per un incidente stradale.
Una persona, un confidente, uno sguardo... un discorso tra noi, lui un amico a guardia della mia casa, per proteggermi, sempre.
Lui, come il tuo pastore tedesco, caro GDP, l'ultimo vero mio amico.
Un abbraccio, se potessi a quattro zampe, con affetto dal tuo amico lontano, ma a due passi.
Mauro

Max, il mio amico, volato via

Max e i suoi gatti

Bella, attuale amica e compagna






















