Viterbo CRONACA L’occasione vuole anche essere un contributo alle celebrazioni dei 500 anni dalla scomparsa di Bramante

La Rocca Albornoz
Il 22 Novembre 2014, alle ore 11, il Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albonoz ospiterà la presentazione del progetto di Restauro e rifunzionalizzazione delle monumentali Scuderie realizzate agli inizi del ‘500 a servizio di questo edificio, ristrutturato da Bramante come residenza papale per il papa Giulio II.
L’occasione vuole anche essere un contributo alle celebrazioni dei 500 anni dalla scomparsa di Bramante, con la riscoperta di una sua opera sconosciuta da valorizzare, definita nel ‘700 “la stalla, che vien ammirata da tutte le nazioni Straniere e considerata per la più bella d’Italia”.
Il progetto di recupero dell’edificio - colpito dai bombardamenti del 1944 e rimasto in stato di abbandono fino al 2012 - ha un lungo iter, che parte dal lontano 1971, quando insieme a Enzo Bentivoglio, allora entrambi giovani, sulla rivista “L’Arte” avevamo segnalato alla comunità scientifica l’intervento documentato di Bramante a Viterbo.
Ma le tappe salienti che hanno offerto la possibilità di attuare un recupero concreto delle Scuderie sono state: la presentazione, su invito dell’avv. Aldo Perugi, nel maggio 2010, in occasione di un incontro presso la sede della Cassa di Risparmio di Viterbo su “Gli indirizzi della Comunità Economica Europea a favore delle piccole e medie imprese e del Turismo”, di un primo progetto di recupero pubblicato nel volumetto Le Scuderie del Papa a Viterbo, La loro storia e un progetto di riuso (GBEditoriA, Roma 2010), e la convenzione stipulata l’anno successivo tra il Dipartimento universitario PAU (che dirigo a Reggio Calabria) e la Fondazione Carivit, resa esecutiva dall’acquisto dell’edificio dal Demanio da parte del Comune di Viterbo (avvenuto nel 2012) e dalla partecipazione economica alla realizzazione delle opere da parte della Banca Carivit.
Il progetto che viene presentato alla Rocca Albornoz, è stato modificato rispetto alla prima idea di recupero in seguito alla rimozione di 3 metri di terra e di macerie che ha portato al rinvenimento di tutte le 24 antiche colonne alte circa 5 metri.
Il progetto prevede nella zona Sud la riconfigurazione dello spazio interno delle Scuderie, che verranno di nuovo coperte con volte a crociera su colonne, per la profondità di 7 campate, e la ricostruzione di una porzione del piano superiore, utilizzando la notevole quantità di materiale lapideo derivato dai crolli, per documentare l’altezza e la configurazione dell’edificio bramantesco e avere ulteriori spazi utilizzabili.
La zona Nord rimarrà scoperta, come un sito archeologico, consentendo però di percepire dall’interno la profondità complessiva dell’edificio originario lungo 63 metri, ricollocando in sito tutte le 24 colonne monolitiche di peperino, preliminarmente ricomposte tramite anastilosi.
Gli stessi personaggi , Bramante e Giulio II, che trasformano la Rocca Albornoz in residenza papale dotata di Scuderie, contemporaneamente avviano a Roma la costruzione della nuova Basilica Vaticana di San Pietro, i cui costi condurranno il papa successivo Leone X alla vendita delle indulgenze e alla conseguente ribellione di Lutero; in previsione delle cui celebrazioni, previste in Europa nel 2017, l’Associazione “Egidio 17”, che fa riferimento al personaggio viterbese generale dell’Ordine agostiniano a cui apparteneva Lutero, è impegnata a rivalutare l’aspetto rinascimentale della città di Viterbo.
Simonetta Valtieri
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Saranno presenti Valeria D’Atri, Direttore del Museo Nazionale Etrusco, Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo e Antonio Rocca, Direttore artistico dell’Associazione Egidio 17.
Interverranno Enzo Bentivoglio, in merito ai rapporti intercorsi tra il cardinale Egidio da Viterbo con Giulio II e Bramante e Simonetta Valtieri, riguardo le fasi che hanno portato alla realizzazione del progetto di restauro delle monumentali Scuderie.






















