Andrea Stefano Marini Balestra
Certamente no, specialmente dopo il bis presidenziale forzato del “martire” Mattarella costretto restare chiuso al Quirinale sino alle soglie del 90 genetliaco.
La striscia di sangue lasciata dai partiti sulla pista della corse al Colle non è indolore per la nazione italiana. Certificato il fiasco generale della politica e la incapacità di far qualcosa nel Parlamento oltre la ratifica di decreti legge proposti dal Supermario e compagnia cantante
Non c’ è da esserne lieti. Anzi !
Dimostrato che a livello nazionale i cosiddetti leader delle formazioni politiche organizzate in partiti, cioè quegli enti che organizzano e rappresentano i desiderata dei loro elettori, non sono in grado decidere, accordarsi e neppure tirare fuori un nome da spendere nelle votazioni di un presidente, rappresenta un vero pericolo per tutti.
Come si gestiranno costoro nell’ultimo scorcio di legislatura quando grossi nodi al pettine verranno fuori: l’inflazione, il caro energia ed ogni riforma praticamente al palo, PNNR invischiato nella burocrazia.
Se così vanno le cose nel “nazionale” figuriamoci a livello locale in occasione delle prossime amministrative.
A Viterbo, dopo l’estromissione del Sindaco per fuoco amico, la confusione è al calor bianco.
Si fanno nomi di probabili sindaci, ma ancora in altomare la “questione” Forza Italia. Cioè se nella Tuscia i berluscones debbano associarsi alla sinistra o restare nell’alveo di centrodestra, se la Frontini di “Viterbo 2020” intenda correre da sola o unirsi con Fratelli d’Italia e soprattutto se l’unico candidato automanifestatosi, l’imprenditore Scuderi, voglia a sua volta tentare la salita della scalinata del Comune da solo o in compagnia.
Oggi, come oggi, quindi siamo, nel pieno guado.
I cittadini sono sgomenti per la fine solo “politica” interna di bottega che ha fatto cadere la giunta Arena. I cacicchi locali hanno, solo per fini personali neppure di partito, dato la spallata ad una consigliatura, che certo non brillante, era però, rimediabile con qualche rimpasto, ma poteva restare come è apparso apparso dalle rilevate attuali intenzioni di voto dei viterbesi.
Come per le elezioni per il Quirinale, ho l’impressione che i partiti viterbesi vadano all’appuntamento elettorale in ordine sparso. Nel primo turno sì, poi si vedrà.
Ma non è questo che chiede la cittadinanza. Servono programmi, nomi non solo per il candidato Sindaco, ma per tutti che poi comporranno la giunta.
Una votazione amministrativa deve essere su candidature e programmi certi, discussi, elaborati e presentati come non solo possibili, ma reali.
Mancando una strategia la Città di Viterbo non potrà che accelerare nel suo declino che purtroppo è già visibile, ma che non può diventare un “sistema” quello di scontentare tutti, ma comunque tenere in sella qualcuno.
Se non cambia, anche in primavera “de l’inverno nun semo fora”.






















