Come si comincia? Ce ne sono di argomenti di cui parlare: Comune, Provincia, Stato, Presidente della Repubblica, Covid, Riscaldamento del pianeta, ecc. ecc.

Indubbiamente troppi per un piccolo giornalista privo di informazioni valide, confronti, discussioni, ecc. Mi limiterò, quindi, a parlare in base a ciò che leggo e sento in TV, nella speranza di non annoiare e facendo presente, comunque, che quanto scrivo è solo il mio pensiero e lungi da me imporlo ad altri.

Partiamo da Provincia e Comune: tra le mie vecchie carte che finalmente ho deciso di riguardare e anche di buttare almeno parzialmente, ho trovato le pagine di Viterbo de “Il Messaggero” dedicate al cinquantesimo anniversario della nostra Provincia. Data del giornale: venerdì 23 dicembre 1977.

Naturalmente mi sono riletto la maggior parte dei servizi e non nascondo l’emozione nel rileggere i nomi dei tanti Prefetti, Presidenti provinciali, Sindaci, molti dei quali conosciuti personalmente o per motivi politici (per un breve periodo ho fatto anche io il politico) o per motivi giornalistici. Pagine dedicate all’agricoltura, al turismo, all’industria, allo sport. Quello che però mi ha colpito di più è stato l’Editoriale di Gianfranco Chiaravalli intitolato “Uscire dal Tunnel”; ve lo trascrivo quasi per intero, leggetelo con attenzione:

“FORSE non sarebbe neppure sufficiente accendere tutte e cinquanta le candeline di questo solenne anniversario per illuminare la «vecchia» Tuscia, anche se, per un certo periodo, un illusorio «boom» economico è riuscito a mascherarne la depressione pressoché cronica. Votata per tradizione e vocazione naturale all’agricoltura e al turismo, l’intera provincia ha tentato, purtroppo con scarsa fortuna, di uscire dal buio tunnel cercando nuova e vitale linfa, non eccessivamente congeniale ma pur sempre possibile, in altri campi: creazione di industrie, espansione del commercio, pubblicizzazione dei prodotti artigianali. E’ mancata però la volontà sociale per avere la forza di ottenere quello che si voleva; e così fiumi di lacrime sono scorsi per le grandi occasioni mancate, dalla ferrovia Roma-Firenze all’inclusione nei territori protetti dalla Cassa del Mezzogiorno, al tracciato dell’Autostrada del Sole.

Potenzialmente tutte le componenti necessarie a un decollo socio-economico sono insite naturalmente nella configurazione fisica e storica del Viterbese, ma, da anni, sono rimaste inattive, nella vana attesa della «scintilla» che ne permetta la esplosione e la conseguente affermazione. Tutto è fermo. Discussioni, convegni e progetti — come, ad esempio, per la città termale — non mancano, ma, di realizzazioni, di attuazioni concrete, neppure l’ombra. E’ come se oscure e retrograde forze, anche di natura politica, da sempre, facessero di tutto per allontanare e boicottare qualsiasi forma di benessere tentasse di oltrepassare i limiti del territorio provinciale.

E non è fantasia. La storia si sta ripetendo, come vogliono i ricorsi storici: tutti concordi per volere la Università di Stato e respingere la centrale elettronucleare di Montalto di Castro. Finiremo per avere la centrale e non l’Ateneo? Non sarebbe una sorpresa, sarebbe l’ennesimo rinvio della possibilità di uscire da quel tunnel entro il quale da cinquant’anni, ed anche oltre, la Tuscia è irrimediabilmente incanalata”.

Che ne dite? Siamo usciti da quel tunnel o ne siamo ancora dentro nel buio più profondo? Io penso proprio di no e sembra del tutto inutile continuare a sprecare accendini e “furminanti”. 

Amministrazione Comunale: come dice la filastrocca? “C’era una volta e ora non c’è più un uccellino dalle piume blu……
Arena, come Sindaco, ha fatto la fine dell’uccellino blu, gli hanno sparato alle spalle alcuni compagni di caccia e non è che sia stato un errore, uno sbaglio di posizione; no, no, sparo voluto e ben indirizzato.
In tanti volevamo un’uscita di scena del Sindaco (leggere le mie vecchie Sassate), ma in un modo meno becero, più signorile; bastava, ad esempio, una bella cenetta tra i segretari dei partiti della maggioranza e lo stesso Arena dicendo chiaramente quali erano le intenzioni dando la possibilità al Sindaco di dimettersi da solo.
Adesso Arena fa il martire, dice di essere stato tradito da chi credeva amico e afferma che alle prossime elezioni si ripresenterà: male, malissimo, rischia una figuraccia. 

Intanto tutto è fermo, la città faceva e fa ancora schifo con rifiuti, strade con buche e crateri, sampietrini mancanti, edifici pubblici transennati, erba che cresce indisturbata aspettando la primavera per essere ancora più rigogliosa.

D’altra parte, che può fare il Commissario Prefettizio? Poco e occorrerà aspettare maggio o giugno per le elezioni, poi ci sarà il periodo degli accordi e forse verso settembre, immancabile “dopo S. Rosa”, potremo vedere qualcosa di sistemato; sempreché venga eletta un’amministrazione decente. Cosa di cui dubito molto considerate le indiscrezioni che circolano sui preliminari dei vari accordi, e la maggioranza Ursula auspicata da Barelli sarà quasi impossibile.

Per tutto, dunque, c'era una volta, ma tantissimo tempo fa; c’era una volta, connessione tra passato, presente e futuro, presenza passata e assenza presente, ora non c'è più, perché? Forse perché il presente spaventa? 

Quirinale: chi salirà al Colle? La destra al completo, almeno nelle dichiarazioni, vuole assolutamente Berlusconi al quale, ammettendo la compattezza delle varie forze politiche, per essere eletto mancherebbero 65 voti che si stanno cercando nei vari gruppi misti. Uno dei tanti che sta cercando è il grande, per modo di dire, Sgarbi, il quale sta mettendo in contatto telefonico questi sciocchini di grandi, sempre per modo di dire, elettori con il Berlusca; i quali si dichiarano felici e contenti di parlare con il massimo esponente di F.I., sembra che a loro basti sentirlo al telefono. E’ un peccato che io non sia tra questi parlamentari (soprattutto per lo stipendio) in quanto personalmente per il voto chiederei in cambio una badante giovane e bella; lui ce ne ha a iosa. 

Sgarbi dice che Berlusconi “Ha coltivato molti rapporti con importanti personalità che lo rendono più stimabile all’estero di quanto non lo sia per la politica italiana.” Che non sia stimabile in Italia è scontato, se il Presidente della Repubblica venisse eletto dal popolo e non dagli incoscienti che ci rappresentano, col cavolo che il Berlusca salirebbe al Colle. Come si fa ad essere rappresentati da un individuo definito dallo stesso Sgarbi “Un pregiudicato” e, aggiungo io, che si è salvato da molti interventi giudiziari in quanto spesso ricoverato (????) per malattie? I soldi, si sa, sono un aiuto prezioso in certi casi. 

Roberto Fico, Presidente della Camera, proprio in questi giorni ha dichiarato che per la presidenza nazionale “Serve un profilo di alta moralità, aderente alla Costituzione”. 

Sgarbi, secondo te Berlusconi corrisponde alla definizione? Personalmente, se veramente sarà eletto Presidente della Repubblica, mi vergognerò di essere italiano e non mi inchinerò mai di fronte ad un essere del genere; sta sicuro, caro critico d’arte, che tutto il mondo riderebbe alle nostre spalle.

Ritengo che l’alternativa giusta per il Colle sia “Quieta non movere et mota quietare”: Mattarella, un signore al Quirinale, e un altro signore, Draghi, a Palazzo Chigi. Abbiamo visto che, nonostante la pandemia, qualcosa di buono è stato fatto e ci sono le premesse per migliorare; allora?

Se vi interessa mia moglie, che segue più di me le vicende nazionali, propone un nome super partes “BRUNO VESPA”.

Covid 19 e Sanità: non è che ci sia molto da dire rispetto alle sassate precedenti. Ancora esistono gli incoscienti novax, anche se meno virulenti, ci sono in più infermiere che fanno finta di vaccinare qualcuno (quanto prendono?), così come si afferma che i ricoveri sono più numerosi per i novax.

Mi diceva un amico che le statistiche lasciano il tempo che trovano e devo dargli ragione però ritengo che se le statistiche venissero fatte con esattezza e con lo stesso metodo dappertutto il quadro sarebbe migliore e più corrispondente alla verità. Purtroppo, la sanità in Italia, anche se molte nazioni ce la invidiano, è fatta a compartimenti stagni: al nord c’è una cosa, al centro manca, ma ce ne è un’altra, al sud mancano tutte e due. 

Non parliamo poi delle porcherie (ovvero quanto sia ritenuto moralmente o esteticamente negativo o ripugnante) tra industrie farmaceutiche e sanità; vi porto un esempio: un medicinale che aiuta a sopportare il dolore viene erogato dal SSN gratis in pastiglie; ma dato che esistono individui a cui tali compresse fanno male allo stomaco e alla testa, considerato che il prodotto esiste anche in gocce ben più tollerabili, se ne chiede la prescrizione, ma ci si sente dire: “Questo in gocce non è dispensato, occorre pagarlo”. Il motivo?

Già detto e scritto molte volte: la Sanità va gestita dallo Stato in maniera uniforme per tutto il territorio sotto lo stretto controllo dei Prefetti con la collaborazione delle province specialmente per le strutture necessarie nei vari territori. Le Regioni ragionano in maniera autonoma e, purtroppo, politica. Ma si sa che io sono un antiregionalista convinto! 

C’era una volta: Voglio ritornare al c’era una volta di cui alla prima sassata. Ho assistito ad una trasmissione televisiva dove uno degli ospiti presenti, esattamente Paolo Del Debbio, parlava, appunto, dei tempi lontani e di quando la madre non permetteva capricci di alcun genere specialmente nel mangiare; a lui non piacevano i carciofi (a me sì) e una sera si rifiutò di mangiarli, la madre lo mandò a letto senza cena.

La mattina seguente per colazione trovò gli stesi carciofi, s’impuntò e non mangiò; all’uscita di scuola si precipitò a casa affamato e che cosa trovò a pranzo? I carciofi: li mangiò tutti.

Nella stessa trasmissione c’era anche Massimo Ranieri il quale intervenne dicendo che pure la propria madre si comportava in tale maniera. A lui non piaceva la minestra di pasta e patate e anche lui si rifiutò di mangiarla a pranzo, la ritrovò a cena e poi a colazione la mattina dopo; a quel punto buonissima.

Tali episodi mi hanno fatto venire in mente mia madre che ragionava proprio così: a me non piacevano (e non mi piacciono) i broccoli in padella come si diceva allora “strascinati” e una sera li rifiutai categoricamente. A letto senza cena e la mattina dopo, anziché il pane con una tazza di latte caldo, broccoli strascinati freddi perché il microonde ancora non c’era; non ho aspettato il pranzo li ho divorati subito.

A quei tempi era famoso il detto “In tempi di carestia le patate non hanno buccia”.

Perché tutta questa tiritera? Per un confronto con l’oggi: “Amoruccio santo, che vuoi per colazione? I biscottini della nonna? Pane e Nutella? La marmellata che ha preparato la zia?”

Così per il pranzo e la cena.

Non parliamo della scuola! Una volta se un professore chiamava un genitore per lamentarsi del comportamento del figlio, a casa si prendeva “il resto”. (Mio padre è stato chiamato due volte nel corso dei miei studi perché ero di schiaffo facile; solo una volta non mi disse niente perché capì che avevo ragione da vendere e dimostrò a me il senso vero della giustizia).

Oggi, non viene chiamato per niente il genitore in quanto si presenta da solo per riempire di botte il professore reo di avere offeso un ragazzo degno di lode.

Andando in giro si vedono spesso i frutti dei rimproveri mai dati. Ma poi, ci si lamenta per quello che avviene oggi con tumulti, rapine, droga, bullismo ad opera di giovanissimi. Siate più severi, correggeteli a casa, vedrete che la situazione migliorerà di colpo.

Arrivederci: Queste, che spero abbiate letto, sono le mie ultime, anzi ultimissime sassate. Dopo queste non ci saranno più: Il motivo lo conoscerete a tempo debito, e quindi voglio rivolgere a chi mi ha letto sempre o anche sporadicamente un affettuoso saluto e un grazie; lo stesso vale per coloro che mi leggono per la prima volta.

Non troverete più né Lutor, né Luigi Torquati, né Elleti.

Mi rimane la soddisfazione di aver avuto qualche complimento e anche qualche definizione molto azzeccata come ad esempio “simpatico scassacazzi”.

La maggiore soddisfazione, comunque, l’ho avuta con il mio articolo “Un ragionamento Terra Terra” pubblicato su Un ragionamento Terra Terra firmato Elleti; ha ricevuto 44 adesioni su Facebook, un record per me. Veramente grazie di cuore.

Se poi qualcuno vuole rileggere i miei articoli precedenti può trovarli tutti sul sito https://lutor39.wordpress.com/  dal 2013 in poi, oltre a qualche pensierino che immancabilmente mi verrà in testa durante il periodo che la Divina Provvidenza mi concederà ancora di vivere.

Vi lascio con una freddura adatta al momento che viviamo: “Quando la Pfizer mise in commercio il viagra i no-cax non me li ricordo….”.

Ciao a tutti da Lutor