Viterbo CRONACA Questo articolo sta sulle labbra di ognuno
di Claudio Santella

Torniamo a parlare dell’articolo 18, data l’insistenza che su di esso si fa, ad ogni pie’ sospinto, da parte dei sindacalisti, dei politici, degli industriali e di altri rappresentanti di istituzioni e di forze sociali nate per il conseguimento di ben altri fini.
Ci riferiamo, come è facile intuire, all’ormai famigerato articolo 18 della legge 300 del 20.05.1970, meglio conosciuta come “Statuto dei lavoratori”.
Questo articolo sta sulle labbra di ognuno, fa un concorrenza spietata ad altre parole, quali libertà e democrazia, che vanno sempre di moda e che sono sistematicamente tradite da chi le pronuncia. Tradite, non disattese, perché chi pronuncia quelle parole si proclama loro paladino, senza però dire né mostrare a quale titolo.
La stessa cosa può dirsi per l’articolo 18: chi lo richiama più frequentemente sono i sindacalisti ed i politici i quali, guarda caso, anziché dare esempi concreti dell’utilità dello stesso, davanti strillano, di dietro si sono procurati una clausola di salvaguardia dalla sua osservanza.
Andatevi a leggere, miei cari lettori, l’articolo 4 della legge n. 108 dell’11 maggio 1990 e constaterete che il primo comma di detto articolo riguarda l’area di non applicazione delle disposizioni legislative teorizzate dall’articolo 18.
Ve lo riportiamo sottolineandone le parole:
Art. 4 - Area di non applicazione.
1. Omissis… La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto.
Come potete vedere “lorsignori” sono salvi: per loro l’articolo 18, per il quale si battono tanto, non si applica.
Come dire: “Siamo tutti uguali … tranne noi”.
Poiché non ci risulta che tale legge sia stata abrogata ci chiediamo come mai codesti “signori”, che tanto strillano perché tale articolo sia confermato, non strillano in ugual misura affinché tale legge 108 / 1990 sia abrogata? Perché? Come mai? A quale titolo?
Se poi, tale legge non dovesse essere più in vigore saremo i primi a rallegrarcene: ci piacerebbe avere una risposta in merito dai vari “lorsinori”. Riteniamo che non vi sia da aggiungere altro.
Ciascuno, poi, qualora lo voglia, potrà approfondire l’argomento attraverso internet, cliccando: “legge 11 maggio 1990, n. 108” e “legge 20 maggio 1970, n. 300”, oppure, sempre che lo voglia, cliccando “articolo 18” nella casella “cerca”de “lacitta.it”.
Claudio Santella






















