Giuseppe Di Prima

Figlio di etologo, appena nato sono stato affidato a un cane Pastore Tedesco e ho iniziato a fare i primi passi avvinghiato al suo mantello.

Ho sempre vissuto con accanto un cane e da maggiorenne mi sono battuto per far considerare i cani non da caccia, non da guardia, ma, di qualsiasi razza fossero, solo da compagnia, in casa, facenti parte del branco familiare. 

Adesso sono in pensione dopo una intera vita trascorsa con un cane, da UNITA’ CINOFILA RICERCHE AFFILIATO ALLA PROTEZIONE CIVILE.  Ho ritrovato persone disperse, ho salvato vite umane, ho mangiato dividendo con il cane la razione di una scatoletta di carne o tonno ed un pacchetto di biscotti, ed ho dormito in tenda in un unico abbraccio col cane per il freddo.

Adesso, non ho più l’ultimo cane-fratello e vivo in un residence dove su cento inquilini quasi novanta sono “allergici” a cani e gatti.  Lotto da venti anni e non essendo stato mai aiutato dalle istituzioni, ho deciso di cambiare casa. In venti anni ho visto scomparire una decina di gatti condominiali (territoriali) da me seguiti e ho salvato da morte sicura almeno cinque gattini. Mi sono stancato di lottare anche perché non sono più maturo né anziano: sono vecchio. 

Una mattina una amica coinquilina mi porta una scatola da scarpe con tre gattini: li ha trovati tra l’immondizia; la sera precedente non c’erano. Erano nati da poco, ghiacciati, moribondi. Inizio le debite cure urgenti ma uno muore subito. Gli altri due dopo adeguate cure “resuscitano” dopo un paio di giorni di attenzioni per 24 ore e alimentazione ogni trenta minuti anche di notte.  Uno è andato alla signora che li ha trovati ed una nera, vive con me e dorme sulla mia spalla come quando aveva pochi giorni di vita. 

Altro giovane gatto nel condominio, lasciato morire senza aiuto perché probabilmente avvelenato, è stato da me raccattato agonizzante, curato e adesso entrambi vivono appiccicati a me, anche di notte, ed io mi sento meglio!

Due anni or sono nello spazio sotto la mia veranda tra le piante più alte del margine scopro una cucciolata di gatti: la madre e cinque gattini appena nati. Decido di proteggerli dichiarando la mia proprietà ai condomini che, favorevoli o contrari, venivano a conoscenza.

Non ho più cane, non ne voglio più! Ma mia figlia ha un Cocker e approfitto di utilizzarlo per la guardia alla colonia felina. Un po' di pazienza per condividere il problema con la gatta madre e finalmente pace con tutti. 

Il cane sta vicino, familiarizza con i cuccioli, viene tollerato dalla madre e fa buona guardia dato che voci di corridoio dicono di allontanare la colonia. Tento di registrare la colonia per il normale aiuto protettivo offerto dalle attuali leggi, ma invano.

All’ASL-VETE sono all’oscuro.  

Vengo invece rintracciato da Vigili Urbani perché denunciato come allevatore di gatti in condominio; non sarebbe una offesa se lo fossi. Anche le “Guardie zoofile” che per la mia denuncia di protezione non esistevano, sono venuti a cercarmi per ben tre volte. Prima “mi hanno detto” di spostare la cucciolata al limite del condominio, poi “mi hanno pregato” di spostare la cucciolata in una zona meno visibile e accessibile, infine la terza volta hanno fatto volentieri due chiacchiere con me e hanno lasciato in pace la colonia e me.

Hanno scoperto che avevano a che fare con un uomo straricco di esperienza, affiliato alla Protezione Animali Internazionale e soprattutto un animalista che aveva istruito teoricamente e praticamente Forze dell’Ordine, Guardie Zoofile e Vigili Urbani in diversi “corsi”. 

Hanno avuto anche loro una efficace lezione che purtroppo a loro dire è impossibile mettere in pratica per mancanza di direttive ufficiali.

Mi hanno lasciato il loro recapito.

Per circa quattro mesi i cuccioli sono stati difesi, protetti, curati e coccolati. Poi incominciando ad allontanarsi per perlustrare il territorio gradualmente sono diminuiti di numero.
Scompare improvvisamente il miglior maschio, poi una delle due femmine e gli altri due maschi, nell’arco di un mese.

Ricerche vane. 

Sterilizzo a mie spese la femmina rimasta alla quale ci siamo (il cane ed io) affezionati, ma poco dopo scompare anche questa. 

Le ricerche è ovvio sono state intense e continue, ma nulla.

Dalla scomparsa di questa ultima sono passati ben sei mesi. 

Come ogni mattina, porto il Cocker di mia figlia fuori, anche per fare i quattro terapeutici passi.

Il condominio è in un parco sopraelevato e scendo verso il centro città per quasi 500 metri per poi risalire per rientrare. Per la prima volta, il cane testardamente non vuole invertire la marcia; tende a scendere ancora e quando incomincia a muovere la coda nel senso a me congeniale, cerco di scoprire.

La strada è deserta ma in lontananza mi pare di vedere qualcosa. Un animale?

L’incontro è commovente: si tratta della gattina ultima scomparsa, che abbiamo cercato per diversi mesi. Si mette a pancia all’aria sotto il tartufo del Cocker e gradualmente la convinciamo a seguirci per rientrare nel “nostro” condominio.

Avverto tutti che la gattina è mia e che deve essere lasciata in pace a gironzolare nel condominio. Ogni mattina aspetta il cane e fa con noi una breve passeggiata affiancata, facendo meravigliare chi incontriamo. Poi scompare per farsi trovare nel tardo pomeriggio per la solita pappa, davanti il mio portoncino.

E’ facile notare che cane e gattina hanno un appuntamento giornaliero.

 

 

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