
Con risposta del Direttore Mauro Galeotti
Johan Beistler
Caro Direttore,
con “Déjà vu”, un classico fra i paradossi cari alla science fiction, termina la pubblicazione dei miei “raccontini”.
Sono stati 40 in tutto e spero abbiano meritato l’attenzione di qualcuno dei tuoi lettori.
Ho provato ad evocare la fantasia, il paradossale, la provocazione, l’ironia, attingendo copiosamente anche a cose che avevo scritto o abbozzato negli anni ‘60.
Se avrò qualche riscontro positivo, incoraggiante, è possibile che provi a pubblicarli; così, tanto per offrire qualche paginetta da leggere in un momento di breve relax, davanti al caminetto… o sotto l’ombrellone.
Uno dei pochissimi amici che conoscono la mia vera identità, mi ha confessato: “Dopo aver letto della fisica quantistica divulgata da Rovelli, non sono più sicuro che i tuoi raccontini siano solo fantasia e fantascienza… chissà”.
In tal caso, mi permetto una citazione cinematografica:
-Perché sono salito quassù? Chi indovina? [...]. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva… -
(dal film “L’attimo fuggente” di Peter Weir, 1989).
Nel frattempo, Frohe Weihnachten und ein gutes Neues Jahr!
(Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!)
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Caro Johan,
ti ringrazio per tua preziosa presenza sul giornale con i tuoi “raccontini” fantasy, unici.
Quelle storie che tu chiamasti, il 10 luglio 2021, “provocazioni, piccoli paradossi, adombrate lusinghe e scenari illusori” sono diventate una realtà piena di verità e d’amore verso la vita, la tua, la nostra.
Perché di fantasia si spera, si vive.
Si spera in una realizzazione del sogno, che se sognato è perché c’è la speranza che si avveri.
Si vive perché la fantasia che è in noi ci consente di realizzare film a costo zero, con i personaggi che più amiamo… ancora a costo zero, inseriti nei paesaggi infiniti della mente… ancora a costo zero, che non ha limiti, non ha ristrettezze, non ha la possibilità di perdersi nel nulla e lasciano un valore immenso nell’anima.
E tu, caro Johan, hai piantato nei cuori pulsanti dei nostri lettori quel seme caratteristico della fantascienza e del fantasy che germoglierà ogni volta che vorranno viaggiare nell’infinito sconosciuto dell’universo…
Ed ora, carissimo Johan, fammi saltare sulla groppa di quel drago che ho davanti, con la lingua di fuoco sfoderata, di verde speranza vestito, con gli sporgenti occhi rossi, le pennute ali dell’aquila reale, con il ruggito profondo di cento leoni…
…ma dal profondo del mio sentire…
Mauro, Mauro… svegliati… il caffè è pronto!






















