
Francesco Mattioli
A 97 anni la prospettiva della morte può essere un aspetto non secondario del vissuto di una persona; ma colpisce sempre.
Voglio ricordare padre Giuseppe Danieli, grande biblista, che ci ha lasciato in questi giorni; ma non abbandonato, grazie al suo contributo fondamentale alla lettura e all’interpretazione non solo teologica, ma anche scientifica dei testi biblici.
L’ho conosciuto già alle soglie dei suoi novant’anni; stavo cominciando a scrivere il mio saggio “Il corpo del Cristo; Gesù, vangeli, sindone. Un approccio di sociologia della scienza” e intendevo confrontare le mie idee sulle scienze bibliche con un “esperto”, per evitare di dire cose trite o, peggio, inesatte. Già pensavo di mettermi in contatto con qualche luminare, magari anche d’oltreoceano, o con qualche studioso della Lateranense o della Gregoriana, quando venni a sapere che padre Danieli, già Presidente dell’Associazione biblica Italiana, frequentava l’Istituto Teologico S. Pietro di via Diaz. Lo conoscevo di fama; aveva coordinato gran parte dei lavori della nuova traduzione della Bibbia della CEI ed era un esperto del Vangelo di Matteo, forse storicamente il più ambiguo e problematico dei quattro canonici.
Quando lo andai a trovare – più di una volta - subissandolo di domande e di dubbi, lui si prestò volentieri, sempre con un sorriso gentile sulle labbra, ma lo sguardo attento, persino indagatore.
Mi chiarì alcuni dettagli, mi dette informazioni e suggestioni importanti; ma soprattutto mi colpì quello che mi disse con grandissima sincerità intellettuale; più o meno si espresse così:“ Lei comunichi tranquillamente le sue idee, senza preoccuparsi se non della loro ragionevolezza logica e della loro solidità documentale. Sulla Bibbia, occorre parlare, studiare, meditare, nessuna affermazione è definitiva, e ben venga anche il suo punto di vista, che aggiunge conoscenza”. Non mi disse mai fino a che punto concordava con me, su certi punti; ma annuiva, precisava, allargava le prospettive, rifletteva. Il miglior modo di offrire saggezza e sapienza. Di questa lezione, lo ringrazio ancora.






















