
dott. Giuseppe Di Prima
L’insufficienza venosa è una patologia che in Italia colpisce oltre il 30% delle donne.
Possiamo immaginare le vene come dei “tubi” che conducono il sangue di ritorno dalla periferia del corpo verso il cuore.
Al corretto ritorno venoso del sangue al cuore collaborano le valvole venose, il ritmo del respiro, le contrazioni del cuore ed i muscoli delle gambe in movimento. Ma quando le pareti venose e le valvole diventano meno elastiche e più deboli, si manifesta l’insufficienza venosa: il sangue ritorna con difficoltà e accumulandosi nelle vene, causa il gonfiore e l’ingrossamento. In condizioni d’insufficienza venosa e in presenza di varici (dilatazioni venose), il ridotto funzionamento delle valvole e l’aumento di pressione nelle grosse vene superficiali, in particolare di quelle chiamate “safene”, si trasmette come aumento di pressione a livello delle piccole vene periferiche (ma anche capillari), causando fuoriuscita di liquidi, proteine e cellule del sangue nei tessuti circostanti situati sotto la pelle. È così che si manifestano i primi sintomi dell’insufficienza venosa.
Sensazione di tensione e pesantezza delle gambe; gonfiore delle caviglie e delle estremità, specialmente alla sera e d’estate; prurito; sensazione di dolenzia diffusa delle gambe; crampi notturni: sono alcuni dei sintomi.
Le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare vene varicose rispetto agli uomini. La ricerca suggerisce che ciò potrebbe essere dovuto agli ormoni femminili che tenderebbero a rilassare le pareti delle vene, rendendo le valvole meno efficaci. Altri fattori che possono aumentare la probabilità che una persona possa sviluppare le vene varicose sono l’età avanzata, il sovrappeso e l’obesità, lavori che comportano lunghi periodi in piedi, la gravidanza.
Un ottimo esercizio, particolarmente indicato per la circolazione delle gambe, è camminare, meglio a piedi nudi, su tappeto o stuoia o sabbia.
Quando ci si muove, si attiva la pompa muscolare che spinge il sangue dalle vene periferiche verso il cuore. È importante dunque contrastare la sedentarietà e evitare di stare fermi in piedi o seduti per molto tempo sia al lavoro sia durante le occupazioni domestiche. Sport come nuoto, bicicletta, cyclette, che senza costringere a sforzi eccessivi e prolungati, tonificano in modo armonico i muscoli delle gambe.
Nutrirsi in modo sano e leggero, evitando gli eccessi di ogni genere, in particolare di zuccheri e grassi, può aiutare a tenere sotto controllo il problema. “La dieta per la salute delle gambe – spiega il dott. Corrado Pierantoni, medico specialista in endocrinologia e malattie del ricambio e nutrizionista clinico a Lanciano (Ch) – prevede pochi grassi, meglio se di origine vegetale come il nostro buon olio extravergine di oliva. Attenzione anche al sodio, un minerale che richiama acqua fuori dalle cellule, portandola tra cellula e cellula. Così si formano gli edemi e quel fastidioso senso di pesantezza e gonfiore nelle gambe, che sta a significare che è presente un eccesso di liquidi extra cellulari”.
“Via libera poi con gli alimenti ricchi di bioflavonoidi, contenuti per esempio in mirtilli, more, ribes e melagrana, che aumentano la resistenza dei capillari e regolano la loro permeabilità. Ottima anche la vitamina C (broccoli, cavoli a foglia, peperoni, arance, kiwi, pompelmo, fragole, carote, ananas, mango, papaya), che mantiene elastici vene e capillari. Albicocche, ananas, banane, ribes, ciliegie, prezzemolo, spinaci, broccoli, carote sono invece cibi che contengono buone dosi di potassio, minerale utile per eliminare i liquidi in eccesso. Agrumi e grano saraceno hanno la rutina, che mantiene le vene elastiche”.
Le proteine? Meglio quelle magre, suggerisce il nutrizionista. “Sì alla frutta secca e al pesce azzurro: entrambi rappresentano un’ottima fonte di omega 3, che aiutano a migliorare l’elasticità delle membrane delle cellule (comprese quelle vascolari) e hanno effetti antitrombotici per il microcircolo. La carne, preferibilmente magra, così come i formaggi freschi, yogurt e latte. Riso e pasta, invece, integrali, oltre a legumi e cereali. Attenzione agli insaccati e agli alimenti già pronti: contengono molto sodio e grassi”.
Un occhio di riguardo va poi alla corretta idratazione: “L’acqua – spiega il dott. Pierantoni – è fondamentale per una corretta circolazione. Da bere anche sotto forma di infusi e tisane. E, a proposito di erbe, il meliloto è un’antica pianta medicinale che contiene cumarina e flavoni, ottime sostanze per favorire il ritorno venoso”. Un corretto stile di vita, con una alimentazione mirata per favorire il ritorno venoso e un’adeguata attività fisica, può aiutare a migliorare il disturbo.






















