Tratto Monte Romano

Andrea Stefano Marini Balestra

Dal 21 maggio scorso, giorno in cui il procedimento amministrativo incardinato presso il TAR da alcune sigle ambientaliste contro un provvedimento di compatibilità ambientale espresso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (1.12.17) che apriva la possibilità di completamento della Superstrada da Monte Romano alla Autostrada tirrenica, si era in attesa della Sentenza.

Questa è stata depositata martedì 5 scorso ed il verdetto è a favore dei ricorrenti. A questo punto il completamento della superstrada E45 è bloccato.

Ennesimo capitolo di quanto già visto: i politici propongono, ma i magistrati dispongono. Chi ci rimette, però, è il cittadino.
La querelle del completamento finale della Superstrada E45, cioè di un’arteria di interesse internazionale, infatti parte dal Mediterraneo (Civitavecchia) e finisce sul Baltico (Kiel), è la dimostrazione dell’incapacità della politica e del buon senso di affermarsi di fronte ai belati di pseudo talebane ambientaliste che sotto sotto sono solo la grancassa di interessi economici locali.

Certo che qualcuno non vuole che la Superstrada finisca alla Farnesiana, cioè nell’attuale svincolo autostradale e di prosecuzione del tratto già esistente fino al Porto di Civitavecchia, ma preferisca che finisca a Tarquinia. Chissà perché?

Allora, per boicottare il tracciato stradale individuato tecnicamente dall’ANAS che prevedeva il passaggio nella valle del Mignone (dove peraltro esiste da 90 anni il tracciato ferroviario Orte/Civitavecchia) nulla di meglio è stato pensato che aizzare gli ambientalisti.

Essi ritengono il tracciato individuato come dannoso per il valore ambientale della Valle che ad arte avevano fatto inserire come ambiente da tutelare anche a livello europeo, magari trascurando altre migliori realtà ambientali della nostra Provincia.

Costoro, però, non si sono resi conto di essere stati strumentalizzati per la tutela di interessi che a loro stessi farebbero schifo: valutazione o svalutazione dei terreni interessati alle opere.

Nel frattempo, sono stati persi 5 anni per risolvere il cul de sac nel quale passa l’asse viario trasversale a Monte Romano nel cui centro storico transitano centinaia di TIR al giorno, tra cui molti che trasportano merci pericolose.

Non sarà possibile nel prossimo venturo poter circolare in sicurezza tra l’Aurelia, Viterbo, Orte. Non passa giorno che nel tratto dell’Aureliabis non si registri un incidente.

Gli altarini che crescono sulle sue banchine dimostrano la pericolosità mortale che subiscono gli utenti nel percorrerla.
Ma di questo nessuno si è fatto carico.

Solo bla,bla,bla.

Nel frattempo la Tuscia resta isolata, resta sempre difficoltizzata ad essere facilmente raggiunta in sicurezza con normali tempi di percorrenza viaria.

 

 

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