S.E. Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo
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Foto Maurizio Pinna

Maurizio Pinna

Domenica 3 ottobre, dopo 10mila chilometri iniziati da Cervia percorrendo l’Italia da Nord a Sud, sostando in 29 città, Viterbo ha avuto l’onore di ospitare la tappa finale del Tour presso la concessionaria Harley Davidson, con l’accoglienza e l’organizzazione del Viterbo Chapter 9066#, la gradita presenza di S.E. Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo, e del sindaco di Viterbo Giovanni Arena.

Stiamo parlando di una storia che ha del fantastico e degli uomini fantastici. 

L’idea è dare un impulso e una sterzata alla vita dei ragazzi affetti da Trisomia 21 o cromosoma 21, quello della sindrome di Down da cui prende il nome il tour.

Gian Piero Papasodero, fondatore e Vicepresidente di Diversa-Mente con sede a Verona, ex campione di football, a seguito di una profonda esperienza personale, ha dato ascolto al suo istinto e alle convinzioni maturate, e da un evento, forse, sperimentale, ha creato un appuntamento annuale tanto atteso e giunto quest’anno alla settima edizione. 

L’ambiente che avvolge, riscalda ed esalta la migliore risposta della mente che poi muove il corpo dei suoi ragazzi inseriti nel rivoluzionario progetto di vita, di normalizzazione finalizzata ad un possibile inserimento a pieno titolo nella società lavorativa, si avvale del mito delle cromatissime moto Harley Davidson, e di quei motociclisti divenuti come fratelli cresciuti all’interno di ciascun Chapter (motoclub). Ambiente che ora questi ragazzi riconosceranno sempre come casa loro, familiare, accogliente, amichevole, protettivo. 

Il nome dell’iniziativa prende spunto dalla famosa strada lunga 3940 km che attraversa gli Stati Uniti da est a ovest, la Route 66, utilizzando il 21 che si riferisce, appunto, a quel cromosoma duplicato riscontrato nella sindrome di Down.

Ma cosa c’entra un possibile inserimento di questi ragazzi nel mondo del lavoro? 

Gian Piero, uomo la cui bontà e intelligenza sono direttamente proporzionali alla sua forza, ai suoi innumerevoli tatuaggi, alla mole della sua Harley, va dritto al bersaglio. “Chiedo aiuto a tutti coloro che possono, affinché i ragazzi con queste caratteristiche genetiche riescano a sanare una necessità  che esce dalle mie possibilità: un lavoro. Lavoro non è solo un aspetto economico, ma è il mezzo per normalizzare gli impegni quotidiani accrescendo l’autostima e, di conseguenza, la dignità di ciascuno di loro”. E questi ragazzi di lavori ben condotti ne possono fare molti. Sono i fatti a dimostrarlo. È la loro eterna genuinità, onestà, voglia di fare, correttezza e rispetto verso tutto e tutti a garantirne il successo. 

Ma ritorniamo in strada. I ragazzi inseriti nel progetto si danno il cambio nelle varie tappe per salire in sella con Gian Piero, e con lui proseguire per una media di cinque, sei giorni ciascuno.

Come? Ce lo spiega sempre Gian Piero, pilota di una Harley Davidson Touring messosi a disposizione per un mese l’anno a sette splendidi ragazzi nati con un cromosoma birichino. “Io sarò la voce narrante di questo viaggio, la guida che farà diventare questi magnifici sette, sette magnifici bikers. Viaggeremo per tutta Italia, andremo in strutture che ospitano disabili e faremo del volontariato in cambio di un pasto e di un letto. Trasformeremo strade e autostrade italiane nel mito della Route 66, la mother road di chi come noi ama quelle moto dal sapore americano”. Parte delle spese sono sostenute anche da contributi e donazioni ma senza ricorrere agli sponsor.

Anche per il 2021, Gian Piero Papasodero, ha così materializzato il suo progetto e il sogno di Damiano, Federico, Luigino, Luca, Andrea, Andrea, Alessio e – seppur ancora troppo piccola per viaggiare in moto – Emma, comunque presente a Viterbo con i suoi genitori harleysti del Bergamo Chapter.

L’arrivo del Vescovo, Mons. Lino, per tutta la durata del generoso tempo dedicato all’incontro, ha subito concentrato su di se l’attenzione dei ragazzi, dei genitori e di tutti i presenti. Dopo una Ave Maria, in attesa dell’arrivo del Sindaco, S.E. si è mostrato fratello e amico dei ragazzi, ha posato per infinite foto anche in sella alla Harley del tour Route 21 Chromosome on the road, e ha fatto il suo intervento istituzionale al tavolo con gli altri relatori  ringraziando, innanzitutto, gli organizzatori  per lo stimolo che hanno dato anche a Viterbo con il loro esempio e passaggio. 

Se da un lato Mons. Fumagalli ha evidenziato che oltre al bene che possiamo fare ai ragazzi si deve considerare anche il bene che gli stessi ragazzi fanno alla società che si apre loro, da un altro lato ha manifestato sofferenza per alcune attività di sostegno e assistenza a persone con problematiche simili, strutture di eccezionale valore sociale ma che a Viterbo sono state costrette a chiudere per mancanza di fondi e di attenzioni. 

Il pomeriggio è proseguito fino a sera con un buffet insieme agli equipaggi di harleysti giunti da Roma, Verona, Bergamo, Catania, Palermo, Salerno per accompagnare e chiudere in gran festa questa edizione 2021.

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