Claudio Cianchella
Al Signor Prefetto di Viterbo Dr. Giovanni Bruno
Al Signor Questore di Viterbo Dr. Giancarlo Sant.Elia
Al Signor Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo Colonnello Mauro Conte
Agli Organi di Informazione LORO SEDI
“” Evoluzione culturale della Tuscia “”
Ruolo degli Organi di informazione e delle Istituzioni
Gent.me Autorità e Redazioni …
Il Territorio della Tuscia è rappresentato quale una delle più interessanti aree geografiche naturalistiche, artistiche e storiche, nonostante queste stupende caratteristiche non riusciamo ad inserire tali magnificenze nel contesto evolutivo nazionale e globale… Perché … mi sono chiesto!
I convenevoli di quanto “siamo bravi” debbono lasciare spazio a valutazioni sociali più reali e concrete e comunque finalizzate a perfezionare le qualità culturali e sociali.
In questo ampio contesto le Istituzioni e gli Organi di Informazione hanno un ruolo fondamentale ed oserei dire vitale se i propositi poi sono quelli di desiderare concretamente una vita migliore di quella esistente e preesistente, che individui la fonte delle dinamiche sociali per iniziare un percorso diverso e propositivo.
E’ altrettanto evidente che gli aspetti sociali della Tuscia hanno complessità flessibili e l’eventuale processo evolutivo dovrebbe essenzialmente iniziare da una forte riflessione alla “fonte sorgiva” della comunità raffigurata nella Rappresentatività Politica e Sociale ed oserei ipotizzare che tali dinamiche rientrano nelle priorità della Comunità ed in particolare nel contesto Politico-Amministrativo, non possiamo nel modo più assoluto permetterci ancora di “candidare” a qualsiasi titolo o competizioni elettorali persone eticamente e socialmente “impresentabili” la importanza di questo elemento, più volte oggetto di fatti di cronaca “quelli più visibili”, incidono fortemente sulle qualità di vita e quindi del livello di civiltà nel bioma Tuscia.
Indugerei su questo aspetto dal momento che coloro eletti andranno poi a “legiferare” amministrare questo o quel contesto sociale della Tuscia e noi continueremmo a dire “governo ladro” senza peraltro accertare preventivamente quali siano le qualità morali e culturali del soggetto.
Gli Organi di Informazione quali “megafoni sociali” debbono creare maggiori spazi alle riflessioni di autori ed intellettuali (peraltro sempre più rari) impegnati in questa opera “rinascimentale” in particolare quando iscrivono o procurano elementi di valutazione su entità cosiddette “impresentabili” senza ovviamente distogliere la deontologia professionale del Giornalista.
Tutto questo sarebbe vanificato se le “Istituzioni” si sottraessero dagli adempimenti professionali inerenti i controlli e verifiche sulla:- Salute Pubblica, la Istruzione, la Sicurezza, l’Ambiente, il Lavoro, la Cultura, l’Arte, la Cultura ecc., dal momento che se tali attività di accertamento sono insufficienti o peggio inadeguate inevitabilmente s’ingenera una preoccupante “stagnazione culturale” seguita inesorabilmente da un processo involutivo che difficilmente potremmo invertire in quel futuro che attende le nostre decisioni e scelte.
Da questo pensiero emerge chiaramente una domanda incontenibile: - “se noi della Tuscia vogliamo essere presenti alla dimensione evolutiva culturale nel futuro o rimanere “affezionati” all’attuale contesto sociale.
La cultura di un popolo, (e qui il rischio di essere considerato monotono è altissimo per averlo ribadito più volte), non è limitata al grado di istruzione, anche se questo elemento occupa spazi rilevanti nel contesto culturale, ma principalmente si forma e si consolida nei diversi aspetti antropologici riferiti agli Usi e Costumi di questa Comunità. La nostra attenzione ed osservazione è inserita in siffatta rilevante dimensione finalizzata a rendere visibili ed evidenti le deviazioni ed imperfezioni sociali della Tuscia affinché ognuno di noi possa avere la opportunità di interagire con le dinamiche collettive.
Che il Futuro ci Sia Amico …
a.m. del giorno 16 settembre 2021






















