Foto di Mariella Zadro anche a fine articolo

Mariella Zadro 

La storia ci ricorda che il Sommo Poeta, dopo aver soggiornato a Verona, accolse l’invito di Guido Novello da Polenta di Ravenna che le offrì la possibilità di vivere presso la sua corte. Ottima occasione per terminare la stesura della Commedia ed arricchire i suoi studi. 

Nel 1321, durante il viaggio di ritorno da un’ambasceria a Venezia, nei pressi delle Valli di Comacchio, il poeta contrasse la malaria che le fu fatale. Infatti, nella notte tra il 13 e 14 settembre 1321 morì a Ravenna, dove è sepolto. 

Il Comitato “Dante VII” ha programmato, con il patrocinio del Comune ed il Touring club italiano, in modo molto originale, un evento per celebrare questa ricorrenza, proprio nel giorno del 700° anniversario.

E’ stato organizzato un itinerario in luoghi molto significativi della città dove, esponenti di varie istituzioni, si sono cimentati nella lettura di alcuni canti di uno dei documenti più rappresentativi della letteratura classica italiana.

Dalle ore 18,00 alle 22,30, in dieci incontri, all’interno di chiese e chiostri si è celebrata la “Notte di Dante”.

Il primo a leggere (Canto I dell’Inferno) presso la chiesa San Paolo ai Cappuccini, è stato il Sindaco di Viterbo, Giovanni Arena: “Dante – ha commentato al termine della lettura – non solo è un piacere leggerlo, ma emoziona. Sempre, ogni volta. Dante che è stato a Viterbo, ma che è soprattutto un poeta universale, perché ha parlato dell’uomo in quanto tale. Dante sono le nostre radici, quelle di tutti noi. E anche, la memoria di generazioni che non ci sono più e che per secoli, hanno trasmesso oralmente la Commedia. Non solo come testo letterario, ma come un vero e proprio sistema di valori”.

Poi a seguire: il Rettore dell’Unitus (Canto XXXIII dell’Inferno) presso il chiostro gotico di Santa Maria in Gradi; la Dirigente Clara Vittori (Canto XII dell’Inferno) presso la chiesa di San Silvestro; il comandante dell’aeroporto Sandro Cascino (Canto XIV del Purgatorio) chiesa della SS.Trinità; il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini (Canto III del Purgatorio) nella chiesa di San Faustino; la dirigente Paola Bugiotti (Canto XIX del Purgatorio) nella Basilica di San Francesco alla Rocca; Andrea Cuccello segretario Conf. Naz. Cisl (Canto XXIV del Purgatorio) nei giardinetti di Palazzo dei Priori; il direttore dell’archivio di Stato Angelo Allegrini (Canto X dl Paradiso) nella chiesa di Santa Maria Nuova; Paola Spolverini, commercialista, (Canto XII del Paradiso) chiesa di San Marco.

Ha concluso la serata, presso il chiostro di Santa Maria del Paradiso, il Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli con la lettura del Canto XXXIII del Paradiso:

«Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.» 

…A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move il sole e l’altre stelle.

 

 

L’attività del comitato si concluderà sabato 16 ottobre ricordando  la figura del pontefice Giovanni XXI (il Pietro Ispano di Dante morto a Viterbo nel 1276) con una cerimonia all’interno della Cattedrale, dove è sepolto, cui sono stati invitati dal vescovo di Viterbo, il cardinale portoghese Josè Tolentino de Mendonca (Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa) e l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede Antonio Almeida Lima.  

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