
Viterbo, la cappella che custodisce il corpo di santa Rosa nella Chiesa a lei dedicata in una rara foto degli anni '20 del 1900
(Archivio Mauro Galeotti)
A conclusione delle manifestazioni organizzate dal Monastero di Santa Rosa per festeggiare la Santa è stato presentato nel chiostro del monastero stesso il documentario realizzato da Paolo Paganucci: “La Storia e il Monastero”.
Lo scopo è quello divulgativo, in quanto i documenti d’archivio restituiscono una visione diversa del Monastero, infatti mentre noi viterbesi ben conosciamo la vita di Santa Rosa e le tradizioni legate alla festa che hanno radici lontane, il monastero è restato sempre in ombra, chiuso ai più, le suore si intravedevano dietro le grate, il portone era chiuso, il tutto per la clausura.
La clausura imponeva il rigoroso rispetto delle regole e soprattutto impediva il contatto con l’esterno, in realtà questo luogo per otto secoli è stato il cuore pulsante della città di Viterbo e non solo.
Il documentario racconta la Storia di quel luogo che ha conosciuto momenti di splendore, ma anche di decadenza.
Racconta i rapporti religiosi con il Papato, che ne ha condizionato lo sviluppo già a partire da Alessandro IV che lo volle custode del Corpo di Rosa.
Racconta i rapporti politici intessuti con il Comune di Viterbo e con governi e regimi diversi e gli intensi rapporti commerciali ed economici con la città e con il territorio.
Racconta inoltre il legame con Santa Rosa, il cui culto richiamava e richiama pellegrini e fedeli provenienti da luoghi anche lontani e infine la tradizione della “Macchina“ che non smette mai di suscitare un religioso entusiasmo nei viterbesi e non solo.
Tutto questo è stato possibile grazie alla Federazione delle Clarisse urbaniste d’Italia che ha autorizzato le riprese di luoghi, oggetti e documenti, alle suore Alcantarine che hanno aperto la loro casa alla invadenza della troupe, alla collaborazione del Corteo Storico che con i suoi figuranti ha arricchito la narrazione, alle voci narranti, ai musicisti e a tutti coloro che hanno partecipato in video e dietro le quinte amichevolmente e con entusiasmo.
Infine va ricordato il Centro Studi Santa Rosa che lo ha prodotto ed a cui l’autore ha ceduto tutti i diritti.
Il documentario è in vendita su supporto informatico ai fini di raccolta fondi.






















