Andrea Stefano Marini Balestra
Tranquilli, il Comune non ha varato aliquote maggiorate, ma il rebus delle rendite catastali con i valori di mercato hanno reso possibile che nella Città di Viterbo un immobile per il fisco vale di più del suo valore reale.
Di conseguenza, poiché la odiata IMU, tassa fissa che colpisce tutti gli immobili, è basata sul valore catastale, il risultato che ne può derivare è: l’essere tassati più quanto dovuto.
Questo paradosso è stato accertato da un’elaborazione compiuta dal quotidiano “Il Sole 24 ore” ( Il Sole 24 ore 30.8.21 pag.2) in collaborazione con il Nomisma che confrontando per tutti i capoluoghi italiani il valore catastale di un immobile ad uso civile abitazione di categoria (A2) nella media misura standard di mtq 90.
Dal lavoro compiuto è scaturito che a Pordenone, Alessandria, Taranto, Mantova e Viterbo i valori catastali attribuiti superano quelli di mercato. In pratica, si viene tassati per un maggior valore che non esiste. Questo, ovviamente, non vale solo per l’IMU (Imposta municipale) ma per la tassa di registro di ogni altra transazione quali, per es., vendita, successione e ogni costituzione di diritti reali.
Particolare interessante è quello di notare che nelle grandi città: Roma, Milano, Torino è l’inverso, cioè il valore di mercato è di molto superiore quello catastale ancorché recentemente aggiornato da rivalutazioni.
Nella specie del nostro capoluogo Viterbo, la “forbice” tra valori fiscali e reali non è enorme, solo lo 0,95% in più, in quanto di fronte ad un valore di mercato per un’abitazione di 90 mtq fissato nella media in euro 99000,265, per il fisco, invece, il valore è di 104000,549.
Certo, si resta basiti quando dallo stesso studio emerge che a Venezia la differenza a “favore” del contribuente è del 2,04% a Roma del 1,53%, a Milano dello 2,14% e che solo nelle piccole realtà provinciali, il dato si inverte.
Per quanto riguarda la nostra Città, il dato diverso tra valore reale e fiscale è conseguenza dell’enorme crescita di offerta immobiliare residenziale che negli ultimi anni è presente in città. E’ naturale che per la regola aurea del mercato un’offerta esuberante determini calo dei prezzi, ma non solo per questo, perché gli alti costi di ristrutturazione dell’”usato” hanno reso disponibili nel centro storico appartamenti ad un prezzo al mtq addirittura inferiore la ristrutturazione degli stessi.
Per questi “incroci” si pertanto reso possibile che Viterbo un appartamento per il fisco valga di più del prezzo che si paga davanti al notaio.






















