Primo film del Marvel Cinematic Universe (MCU) con un protagonista asiatico
In tutte le sale cinematografiche italiane dal 1 settembre 2021
Il film diretto da Destin Daniel Cretton è interpretato da Simu Liu nel ruolo di Shang-Chi. Il 32enne attore cinese è affiancato da Awkwafina, Meng'er Zhang, Fala Chen, Florian Munteanu, Benedict Wong, Michelle Yeoh e il bravissimo Tony Leung, attore feticcio di Wong Kar-wai.
Il protagonista, Shang-Chi, esperto di arti marziali, che non sa realmente chi sia né di cosa sia capace, deve imparare a gestire ogni parte di sé e intraprende un inedito viaggio alla scoperta di se stesso. Sin dall’infanzia, si trova costretto ad affrontare un passato difficile che avrebbe voluto lasciarsi alle spalle quando viene trasportato nella misteriosa rete terroristica dei Dieci Anelli.
Shang chi, nel corso del film, dovrà imparare ad entrare in contatto con ogni parte di sé in modo da poter usare a pieno il suo incredibile potenziale. Deve affrontare il bene, il male, la luce e l'oscurità e tentare di farli convivere per poter raggiungere il suo pieno potenziale, un potere che può permettergli di duplicare se stesso infinite volte. Sulla sua strada trova alcuni personaggi pronti a dargli del filo da torcere, appartenenti all'organizzazione terroristica chiamata Dieci Anelli. A capo della gang c'è qualcuno con cui in passato Shang-Chi ha già avuto a che fare: il temibile Mandarino,suo padre, capo del gruppo terroristico che vorrebbe che il figlio si unisca alla causa.
Apprendere la vera natura della sua famiglia si rileverà un processo difficile per il protagonista, il cui vero problema è quello di non riuscire a capire davvero chi sia.
Il film non offre grandi colpi di scena o di scrittura dei dialoghi, eppure funziona e riesce comunque a emozionare per quanto riguarda lo sviluppo della figura di Wenwu e il suo rapporto con il figlio.
Tony Leung ci regala un'interpretazione magistrale, riuscendo a incanalare tante emozioni diverse in pochi sguardi, come nella splendida e poetica sequenza del prologo, un raffinato combattimento neo-wuxia che assume i tratti di una delicata danza d'accoppiamento. Wenwu è un conquistatore, un leader, marito, padre, vendetta: un personaggio assai affascinante e tridimensionale a cui manca forse - per essere perfetto - l'aspetto della nemesi a tutto tondo.
Bella la regia delle scene d'azione, che sono molte e ricche d'originalità, costruite e dirette con notevole abilità.
Straordinarie le quattro macro sequenze interamente dedicate ai combattimenti corpo a corpo e alle arti marziali in ambiente urbano come The Raid o John Wick, virtuose e sensazionali, tra una violenta rissa in autobus e uno scontro verticale a Macau.
Antonella Fiorito






















