
Si è parlato della “Perdonanza” (edizione 727) e delle opere dell’artista Giancarlo Ciccozzi. L’appuntamento era alla Scalinata di San Bernardino.
La passione per la pittura è in me innata, vive con me e mi accompagna nel corso di ogni azione quotidiana nei rapporti con gli altri.
Le persone che incontro mi danno motivo per esprimermi nella rappresentazione di soggetti vari, ispirandomi ai Grandi Maestri, loro mi fanno da guida verso gli importanti valori della gente.
Io non voglio dimenticare l’importanza dei lontani periodi che sono alla base di ogni comportamento umano.
La pittura per me è una necessità, un impegno, un appuntamento con i sentimenti, con essa Mi sento obbligata a tradurre col pennello tutto il mio Io.
Il mio conscio e il mio inconscio, il proprio e il mio io personale.
La pittura mi rende tranquilla, i sogni su un mio dipinto manifestano il sacro e il profano, perché la vita voglio migliorarla con l’amore e la passione verso la natura.
Non mi distacco da essa perché chi ama l’arte è spirituale e, allo stesso tempo, materiale.
Chi ama l’arte è una persona pura, persona che dà agli altri se stesso, per una continuità della vita.
Chi si distacca dalla spiritualità dà il lasciapassare alla materialità e allontana ogni sorta di purezza dell’arte.
La natura è un esempio importante senza di essa non esisterebbe il credere nell’Universo che non si può né abbracciare nè comprendere.
Diceva Santa Caterina da Siena: Quanto è il tempo nostro? E’ quanto una punta d’ago.
Il Genio, l’Arte in ogni campo mostra da oltre millenni quel che hanno lasciato a noi gli Avvenimenti nel succedersi del tempo, ossia ogni punta d’ago di fronte all’Infinito.
Io ardisco pensare che la mia mano, se guidata da un dono divino, mi fa sentire umile di fronte ai Grandi.
Quel che faccio è spontaneo, lo devo fare. Non sarei qui se non fossi il seguito dei miei Avi.























