Andrea Stefano Marini Balestra
Un piccolo caso di cronaca giudiziaria di qualche giorno fa che ha registrato la condanna di un presunto professionista fiscale cui si era rivolto un cittadino in difficoltà con le pretese Equitalia, apre l’occasione di discutere ed osservare di quanto spesso accada in ogni ambito quando un cittadino stressato dal fisco, dalla malagiustizia e malasanità si affida a personaggi che si autodichiarano capaci di toglierlo dai guai, però, con preventivo esborso di denaro.
La confusione in campo fiscale, ha, soprattutto, negli ultimi anni colpito masse di popolazione che si è vista bersagliata da pretese, per lo più legittime, ma non sempre, da parte delle Agenzie fiscali pubbliche, quindi, nella “disperazione” dover accettare proposte di assistenza professionale da parte di soggetti, non solo non abilitati, ma anche quando lo siano, incapaci, per inesperienza, assistere i loro clienti.
Il presunto commercialista di Orte che si era offerto assistere un giovane alle prese con Equitalia dove si era recato per avere spiegazioni di alcune cartelle e pertanto dichiaratosi in grado risolvere i suoi problemi, è una punta di iceberg di quanto se ne sappia altrimenti.
Il “fenomeno” di finti fiscalisti, finti avvocati e consulenti del lavoro, è in crescita. Non ci sono mezzi a priori per evitarli da parte degli ordini professionali in quanto, ovviamente, gli abusivi, sono sconosciuti a questi enti, però, la difesa del cittadino spetta a lui stesso quando entrando in contatto, magari sollecitato da accattivanti pubblicità, con personaggi la cui disponibilità viene offerta con disinvoltura.
Infatti, perché non possa ancora accadere come a quel giovane vittima del reato commesso dal sedicente commercialista ortano, recentemente condannato per esercizio abusivo della professione e tenuto al risarcimento dei danni per aver fatto scadere al suo cliente le possibilità di ottenere, presentando nei termini formale domanda, le facilitazioni dei noti decreti “rottamazione cartelle”, ognuno di noi, prima di dare un incarico ad un professionista, qualunque sia, non esiti di liberamente consultare i rispettivi albi sui siti internet degli ordini professionali.
Avere quindi il “coraggio” di negare farsi assistere da chi non ne abbia le facoltà, soprattutto non anticipando somme prima di aver verificato l’inizio positivo dell’intervento professionale richiesto.






















