Il socio ENPA di prima

Caro Direttore, non inasprirò la polemica con Marco Bravi, non conviene a nessuno.

Sulla sua comprensibile  replica, avanzo soltanto due osservazioni.

La prima, banale.  Non demonizzi chi alleva cani di razza; non  necessariamente alleva anche un mercato illecito, anzi. Immagino e spero che Bravi sappia che l’ibridazione delle razze porta, oggi,  ad un decadimento della resistenza e della salute del cane.

La seconda, sulle priorità.

Beh, caro Presidente, le priorità esistono, altrimenti – come diceva Hegel – tutte le vacche di notte sarebbero nere allo stesso modo. Le priorità le stabiliscono l’etica, la morale, i sentimenti, il buon senso, la Storia, le religioni, le ideologie; servono, fra l’altro, a distinguere fra le urgenze di questo mondo. Di conseguenza, a prescindere da sesso ed età, c’è una priorità dell’essere umano rispetto all’animale.

Con tutto l’affetto possibile per gli animali. 

P.S.: mi scusi, Bravi, se mantengo l’anonimato. Tanto il mio nome non conta, non presiedo alcun Ente.  E poi, in  questo modo, non dovrà districarsi con le priorità…

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19 agosto 2021

Marco Bravi (ENPA) risponde al socio ENPA di cui all'articolo apparso su questa testata

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Da un socio ENPA sui duecentomila dollari per salvare 200 animali domestici