
Leonardo Bonucci
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Andrea Stefano Marini Balestra
Foto di Gianni Uggeri
Al Campo sportivo “Rocchi” causa i rigidi protocolli anticovid (ha avuto, per es., difficoltà entrare la troupe della RAI) non più di un migliaio di spettatori ha potuto assistere al Bonucci Show organizzato in suo onore il giorno che il Sindaco Arena, su delibera unanime del Consiglio comunale, gli ha conferito il titolo di “cittadino” illustre.
Nella festosa cornice del campo modestamente addobbato (solo un piccolo palco davanti ad una quinta di palloncini con i colori nazionali), ma con grande presenza di piccoli calciatori delle scuole calcio cittadine, il nostro Leo reduce dai successi con la nazionale italiana di cui è stato ritenuto l’elemento più solido e determinante del successo finale, è stato introdotto da uno scrosciante sincero lungo applauso.
Semplice, ma intenso di contenuti ogni suo intervento di ringraziamento ai doni che gli sono stati offerti, in particolare, la targa del Panathlon Club di Viterbo, il cui presidente Dr. Landi ha sottolineato la motivazione: il grande fairplay dimostrato da Bonucci durante lo scorso campionato europeo ed in ogni sua partita giocata, ma non solo. Artigiani viterbesi hanno omaggiato il campione con la consegna di oggetti artistici fatti apposta per lui (un quadro ed una scatola istoriata del motto di Viterbo “Leo sum qui signum viterbium”.
C’è sempre un Leo del destino della Città di Viterbo.
Il presidente della Viterbese, ing. Romano, ha preparato ed donato a Bonucci la maglia n. 19 della Viterbese, ricordando che sul campo proprio del “Rocchi” Leonardo e suo fratello giocarono le prime partite di calcio. Non poteva essere ricordato che nell’oratorio di Sant’Andrea a Pianoscarano il nostro campione tirò i suoi primi calci al pallone.
L’intervento del Sindaco Arena, poi dell’Assessore al turismo e sport De Carolis hanno sottolineato come la presenza di giovani calciatori sul campo a far cornice di festa al neo cittadino illustre Leo, sia propizia perché anche loro, con la tigna tipica del viterbese, possano diventare grandi calciatori.
Un coro di applausi ha concluso nella musica la serata che certo non dimenticheremo: una festa di popolo, una festa dei viterbesi, una piccola consolazione per il trasporto della macchina di Santa Rosa che anche quest’anno mancherà.
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