Ricevo e volentieri ti propongo
Sapevi, Mauro, che il volume di pesci uccisi ogni anno è talmente alto che viene misurato in base al peso e non agli individui coinvolti?
Sono miliardi e miliardi le creature marine allevate e abbattute per soddisfare la domanda di carne di pesce e di frutti di mare, e questa quantità cresce di giorno in giorno.
Pensa che, negli ultimi anni, solo l’Italia ha registrato un forte aumento del consumo di prodotti ittici, posizionandosi come il Paese europeo che spende di più: fino a 11,2 miliardi di euro per la carne di pesce.
Gli italiani consumano circa 25 chili di pesce all’anno per persona, quando solo nel 2016 la media era di 16 chili.
Ma il trend di crescita riguarda tutto il mondo e per sostenere questa richiesta l’industria ricorre a un allevamento intensivo sregolato e senza pietà.
Le proiezioni per i prossimi anni sono impressionanti: uno studio del 2014 ha stimato che nel 2050 il mondo ne mangerà l'82% in più rispetto a oggi.
Da dove arriverà, quindi, tutto questo pesce?
La filiera produttiva, in qualunque parte del mondo operi, saccheggia mari e oceani a un ritmo incessante e secondo gli ultimi report della FAO e di Oceana, entro il 2048 le acque rimarranno completamente prive di pesci.
Oggi sono i paesi asiatici, come Cina e India, ma anche Francia, Scozia e Spagna a provvedere all’ingente quantità di pesce richiesto dai consumatori, e in un prossimo futuro sarà sempre più necessario ricorrere all’acquacoltura, che si espanderà a macchia d’olio, proseguendo con sistemi di produzione davvero dolorosi per i pesci.
Questi animali, Mauro, continueranno ad essere condannati a una vita miserabile in vasche minuscole, sovraffollate e infestate dai parassiti, senza poter esprimere nessuno dei loro comportamenti naturali come viaggiare, socializzare e giocare. E saranno poi spediti al macello, dove li aspetta una morte cruenta, che avviene spesso senza nessun tipo di stordimento.
I pesci solitamente vengono uccisi per asfissia o lasciati a morire all’aperto sul ghiaccio, dove si dibattono con tutte le loro forze per scampare alla morte. Ma sia l’atmosfera che il ghiaccio sono letali per loro e finiscono per soccombere in una lenta agonia, in totale lucidità, soffocando all’aria aperta.
Come vedi, Mauro, ai pesci è riservato un dolore davvero grande, che nel futuro non farà che intensificarsi se non facciamo qualcosa per loro.
Animal Equality in Italia e all’estero si batte per costruire anche per questi animali un futuro di rispetto e protezione, promuovendo azioni che rendano consapevoli persone e Istituzioni della loro sofferenza.
Per questo intraprendiamo sempre più investigazioni e pubblichiamo sempre più inchieste che mostrano il dolore dei pesci, come quella che una persona speciale ti annuncerà domani.
È importante mostrare al pubblico ciò che accade a questi animali, che fino a oggi sono stati lontani dagli occhi e lontani dal cuore delle persone e che hanno un estremo bisogno della nostra voce per far valere i propri diritti.
Non abbandoneremo i pesci e il loro inviolabile diritto a non soffrire.
Con stima,
Alice Trombetta direttore esecutivo
Animal Equality
P.S: Ciao Mauro, i numeri che riguardano l’industria del pesce sono davvero preoccupanti e la sofferenza che questi animali provano negli allevamenti intensivi e nei macelli è stata ignorata per troppo tempo. LEGGI L’ARTICOLO CHE ABBIAMO SCRITTO SUI PESCI!
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Animal Equality è un’organizzazione internazionale per la protezione animale fondata nel 2006. In Italia opera come associazione non profit ONLUS.






















