
Giuseppe Rescifina
Andrea Stefano Marini Balestra
Certo non poteva mancare nel programma della 56esima Stagione estiva di Ferento una serata dedicata a sommo poeta che quest’anno ricorda il 700esimo anno della sua morte.
Il cultore di Dante nella nostra Città impersonificato in Giuseppe Rescifina ha messo in scena un sobrio, elegante e sentito spettacolo con la collaborazione di Giancarlo Necciari per la parte musicale e di Alessandra Ragonesi per la coreografia.
Con semplicità, Rescifina ha voluto segnalare nei passi della Divina Commedia la presenza di Dante Alighieri nei suoi passaggi a Viterbo nel suo secolo d’oro: il XIII.
Dante che fu rapito dal fenomeno termale del Bulicame lo riporta nel suo poema, quindi narra del fatto di sangue che avvenne nella chiesa di San Silvestro a Viterbo quando Enrico di Cornovaglia presente a Viterbo durante il conclave, venne ucciso dai fratelli Guido e Simone di Montfort per vendetta famigliare, nonché le prelibatezze ittiche del lago di Bolsena apprezzate da Papa Martino IV che si faceva cucinare anguille affogate nella Vernaccia (cosi scrisse Dante), ma più probabilmente nel vino EST EST EST di Montefiascone o cannaiola di Marta.
Dante certamente nei suoi trasferimenti verso Roma conobbe l’abbazia cistercense di San Martino, quindi mette sulla bocca di San Bernardo la preghiera della Madonna nel canto finale del Paradiso prima dell’incontro con Dio.
Sentir recitare i versi danteschi: “Vergine madre, figlia del tuo figlio…..” da i brividi.
Grazie Rescifina della tua recitazione e della notazione che nel canto Vl dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca, a parlare con Dante sia una donna (Francesca), pertanto già importante fu per Dante nel suo secolo la figura femminile, quasi un precursore dell’attuale tanto decantata “parità”, peraltro non secondaria nelle altre opere del Poeta.






















