Mariella Zadro 

Il mare non è una risorsa inesauribile, va tutelato, protetto, ma soprattutto rispettato.

Per renderci più consapevoli sullo stato di salute del Mare Nostrum (denominazione data dai Romani al Mar Mediterraneo) è stata fissata nella data dell’8 luglio, la giornata Internazionale del Mar Mediterraneo. 

Pur essendo un mare “chiuso”, è uno scrigno con una superficie dell’1% di tutti gli oceani, ospita ben 12mila specie marine tra il 4 ed il 12% delle biodiversità marine mondiali.

Tanti i progetti messi in campo per la sua tutela, uno dei quali, è stato presentato dall’oceanografo e ricercatore dell’ENEA prof. Ernesto Napolitano, per controllare la temperatura delle acque in diverse profondità.

Il progetto curato dall’associazione MedFever, l’azienda Lush ed un gruppo di subacquei volontari dei centri d’immersione delle regioni Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna prevede l’installazione di dieci sensori-termometro sottomarini nelle coste del Tirreno: Castellammare di Stabia e Marina di Camerota (Campania), isola del Giglio (Toscana), Nettuno e isola di Ponza (Lazio), Scilla (Calabria), isola di Ustica (Sicilia), Santa Teresa di Gallura, Capo Figari e golfo di Cagliari (Sardegna).

 Hanno il compito di monitorare ogni 15 minuti la temperatura.

 I dati trasmessi in laboratorio saranno rielaborati dal gruppo di lavoro, inoltre, questo osservatorio, potrà apportare nuove conoscenze allo studio delle correnti marine, argomento molto importante per la tutela di tutto l’ambiente marino. 

 

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