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Mariella Zadro
Se vi dovessero regalare un cactus, sappiate che anche lui ha un suo posto, nel mondo del linguaggio dei fiori.
Esprime fedeltà e sentimento duraturo, proprio perché, se ben curato un cactus ha vita molto lunga.
Il nome, deriva dal greco kaktos e ha un “bizzarro” significato: carciofo spinoso ed è da sempre la pianta simbolo del deserto e viene conosciuta più comunemente con il nome di pianta grassa.

Appartiene al gruppo delle Cactaceae della famiglia delle succulente che comprende circa 3000 specie e 120 generi.
Proprio per la loro caratteristica, pianta con molte spine di varia grandezza, viene relegata in alcuni angoli dei giardini o dei balconi.
Grande sorpresa, quando nei mesi più caldi, le piante grasse ci regalano dei magnifici fiori, che loro malgrado, hanno una vita effimera, di un solo giorno; iniziano a sbocciare al tramonto e all’alba si accartocciano su se stessi.

Queste piante sono legate ad una leggenda d’oltreoceano. Un giovane indiano di nome Quehualliu amava incondizionatamente Pasancrana, figlia del suo capotribù.
I due giovani erano cresciuti insieme ed era scontato che si innamorassero. Il capo tribù, voleva per sua figlia un diverso sposo.
Non potendo coronare il loro sogno d’amore, i due giovani fuggirono dall’accampamento. Inseguiti e braccati, chiesero alla Dea Pachamama di nasconderli. Per non farli cadere nelle mani dei cacciatori, li trasformò in cactus.























