
Andrea Stefano Marini Balestra
L’altro ieri addirittura la Ministro Guardasigilli prof. Cartabia si è scomodata per essere a Viterbo per la inaugurazione di un... giardino.
Sì, di un’area a verde che cinge il fabbricato giudiziario di Via Falcone e Borsellino, 41.
Certo, per il Ministro, lasciare l’ufficio di via Arenula dove bolle in pentola la riforma della Giustizia reclamata non solo dai cittadini ma anche da Bruxelles, pena perdita fondi del Recovery Found, per recarsi a Viterbo, se da una parte ci onora, dall’altro ci stupisce.
A Viterbo, quindi nell’area adiacente il Tribunale, ma sempre all’interno della cinta blindata esiste un’area destinata a parcheggio del personale dirigente ed un’altra giardinata sia sul lato sud (c'è anche un simulacro di un pozzo) che nord.
Quest’ultima, però, pare sia stata destinata sin dal progetto come sedime di un ampliamento del palazzo.
Oggi, l’area a verde ha assunto il titolo di “Giardino della solidarietà” perché in base ad accordi con la direzione della Casa Circondariale di Mammagialla, il Rettorato dell’Università della Tuscia fosse creato un giardino sostenibile perché piantumato con specie erbacee, floreali ed arboree della nostra zona.
Bene, quindi un giardino. Tanti vorremmo vederne sempre che non siano abbandonati per incuria comunale, però, spendere risorse per un giardino “privato” nemmeno a libero uso degli utenti degli uffici giudiziari mi appare quantomeno azzardato.
Il nostro Tribunale, eretto circa 20 anni fa necessità di un robusto “tagliando”.
Quando piove, ci piove anche dentro. I pannelli uso legno che abbelliscono i corridoi cadono, le luci sono spesso spente, gli ascensori in parte fuori servizio perché in “manutenzione”, dello stato dei bagni non ne parliamo.
Il Tribunale avrebbe bisogno di un ufficio postale, di un posto di pronto intervento medico, di maggiori sedute nei corridoi ed altro il cui elenco sarebbe lungo. Ma no. Si scomoda il ministro per inaugurare un giardino che già c’era, da oggi solo qualche targa illustrativa in più. Ma chi le vede ? Nessuno, il nuovo “orto di guerra” è off limits.
Allora, è proprio il caso dire: gli uffici giudiziari di Viterbo sono ricchi del superfluo, ma poveri del necessario.






















