Nei riquadri il miracolo di santa Rosa che salita su un masso, lo stesso si eleva per consentire ai fedeli di poterla vedere e ascoltare considerata la piccola statura della santa ragazzina

Alessandro Finzi e Mauro Galeotti


E' tale l'entusiasmo che è scaturito in me dopo la comunicazione da parte del mio amico prof. Alessandro Finzi in merito, finalmente, alla giusta e definitiva individuazione in santa Rosa, (e non santa Rosalia), alla quale si è ispirato il pittore Bartolomé Esteban Murillo nel suo quadro "La Vergine e santa Rosa da Viterbo", che voglio pubblicare quanto mi ha scritto Alessandro.

Lo ringrazio da viterbese per l'amore che dimostra e ha dimostrato da sempre verso la nostra protettrice rendendo orgogliose le suore che l'hanno venerata e onorata per secoli.

Mauro Galeotti

Caro Mauro,

       credo che ti faccia piacere questa notizia: la battaglia per il riconoscimento che il famoso quadro di Bartolomé Esteban Murillo del Museo Thissen-Bornemitsa di Madrid rappresenta santa Rosa da Viterbo e non santa Rosalia come, pur senza alcuna documentazione, aveva stabilito Diego Angulo Iñiguez, autorevole storico dell’Arte e già Direttore del Museo del Prado, è finalmente vinta! Però ci sono voluti sei anni.

Ho potuto controllare che, in occasione dell’importante Mostra di Siviglia dedicata al Murillo negli anni 2018-2019, quindi recentemente, nel Catalogo era ritornato l’originale titolo del quadro: “La Vergine e il Bambino con santa Rosa da Viterbo”. D’altra parte la scheda illustrativa non lascia dubbi.

Quando si parla del soggetto del quadro il riferimento è al nostro lavoro: “Sebbene il paesaggio menzionato (si riferisce allo sfondo in cui appare Rosa che predica sulla pietra che si solleva) provenga dall’agiografia di santa Rosa da Viterbo e coincida pienamente con la scena rappresentata da Murillo, fino a pochi anni si è fatta confusione con santa Rosalia da Palermo (Finzi, 2012)”.

Annota poi: “Finzi ha riconosciuto con grande acume la fonte dell’ispirazione in una incisione che è servita per illustrare l’edizione del 1665 del “Compendio” di Alonso de Guzman, nel quale compare un cartiglio che identifica correttamente la santa di Viterbo”. Fa piacere essere citarti e veder riconosciuto il nostro lavoro nella documentazione di una mostra così importante.

Ricorderai che avevo raccontato come, dopo un primo ritorna a santa Rosa, era riapparso il riferimento a santa Rosalia ed ero rimasto nel dubbio che le successive rivendicazioni da parte mia potessero non avere successo. Nonostante le prove indiscutibili che avevo portato, per santa Rosalia giocava il peso di un’autorità come il direttore del Prado.

Dopo la documentazione della Mostra di Siviglia penso che l’attribuzione del soggetto a santa Rosa sia ormai irreversibile.

Non avevamo l’autorità, ma avevamo la verità.

Di fatto bastava il buon senso perché tutta la documentazione, oltre all’evidenza dell’immagine, parlava in forma chiara e univoca per santa Rosa.

Se vuoi rievocare la storia (scusa il peccato di vanità, ma ho citato parole altrui) secondo me merita, ti allego l’articolo a suo tempo pubblicato.  Ho risistemato le immagini al loro posto e le ho ingrandite perché si possano vedere bene i decisivi particolari evidenziati.

Un abbraccio. Alessandro

Vedi l'articolo a cui fa riferimento il prof. Alessandro Finzi clicca qui.

 

 

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