ENPA Sezione di Viterbo

Qualche giorno fa ci siamo soffermati sulla notizia che nel Ragusano un gruppo “di bambini fra i 9 e i 10 anni, al tramonto del 14 aprile tagliano  le  orecchie  ad un cane randagio “…., chiedendoci come possano dei bambini così piccoli essere così crudeli e come mai i genitori non fossero intervenuti.

La notizia successiva è ancora più sconvolgente e cioè che la madre, sui Social, difendesse l’operato del bambino, perché senza orecchie – pare avesse detto il figlio – “il cane era più bello“.

Non ho avuto la possibilità di leggere questo illuminato pensiero direttamente, perché pare sia stato prontamente cancellato dopo una serie di critiche, anche violente, da parte del popolo dei Social, che è arrivato a minacciare addirittura di morte il bambino e la famiglia.

E’ inutile commentare quest’ultima notizia, che si commenta da sola, ma piuttosto riflettere su un comportamento frequente dei genitori:  la difesa dei comportamenti negativi dei figli. E’ giusto essere così tolleranti nei confronti di cattivi comportamenti dei figli, con gli amici, con gli insegnanti, con gli animali?

E’ giusto difendere anche contro ogni logica il comportamento del proprio figlio, motivati dalla buona intenzione di difenderlo da tutto e da tutti, per risparmiargli delusioni e sconfitte?  

Quello dei bambini del Ragusano è senz’altro un caso limite, ma la domanda che ci poniamo è: se un genitore giustifica così un atto di crudeltà inutile e per questo ancora più grave compiuto da un bambino piccolo, cosa farà nel periodo adolescenziale, quando si manifesteranno i segni del bullismo, l’adesione ad un branco?

Che futuro avrà questo bambino?

Che futuro avremo tutti noi?

La perenne giustificazione da parte dei genitori dei comportamenti sbagliati  del proprio figlio ha come conseguenza gravissima che il bambino o l’adolescente non analizzino i propri comportamenti sbagliati, credendo così che il problema non siano loro ma gli altri (e per questo diventano aggressivi e violenti): i compagni, l’insegnante, il cane che ha le orecchie brutte…

Nei dizionari inglesi dal 2011 è comparso un nuovo termine “Helicopter parents“, genitori elicotteri, che sta ad indicare una tipologia di genitori  molto vicino ai figli, che provvedono a risolvere ogni problema ed a superare ogni tipo di ostacolo, sia scolastico che di socializzazione, per paura che il figlio non  ne sia capace. La conseguenza di questa mancanza di educazione è che viene impedito al bambino di sviluppare una personalità sana, ad essere autonomo, a gestire le proprie emozioni, i propri sentimenti, i propri impulsi, ad avere una giusta  autostima. 

Vi consiglio un libro illuminante, scritto in modo garbato ed ironico, che racconta il fenomeno di questa tipologia di genitori invadenti e negativi: 

“Genitori elicottero – Come stiamo rovinando la vita dei nostri figli" di Lena Greiner e Carola Padtberg, Edizioni Feltrinelli”.

Lo si può anche acquistare online su Amazon o su Feltrinelli. Vi trascrivo solo un piccolo assaggio: 

“I genitori elicotteri sono chiamati così perché proprio come elicotteri girano sempre attorno ai loro bambini, controllano tutto ciò che fanno e atterrano in qualsiasi momento per aiutarli in ogni piccola cosa. Sono ansiosi, ambiziosi, vogliono controllare tutto ed essere sempre coinvolti, che si tratti del cibo servito alla mensa dell’asilo o di una gita scolastica o di quello che studiano i figli”.

Buona lettura! 

 

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