ENPA Sezione di Viterbo
Ci sono delle piccole notizie che possono sconvolgerti… ho letto stamattina sulla rubrica “La Zampa“ del quotidiano” La Stampa” che nel Ragusano un gruppo “di bambini fra i 9 e i 10 anni, al tramonto del 14 aprile tagliano le orecchie ad un cane randagio “….
C’è la foto di un cagnolino marrone con il musetto triste, le orecchie fatte a pezzi, il pelo della testa, del collo e della schiena sporco di sangue. E leggi che i bambini “ in un quartiere popolare, erano “ armati di coltelli e forbici “ con cui hanno torturato il cucciolo.
La prima cosa sconvolgente è che un bambino di nove anni esca per giocare e prenda un coltello dalla cucina, senza che nessuno se ne accorga. Lo stesso per le forbici, che dovevano essere grandi, visti i danni arrecati.
La seconda e più forte emozione è: come si fa ad essere così crudeli?
Come si può gioire davanti al dolore di un animale?
Come si può non sentire “i lamenti disperati “ del cucciolo di cane che si trova in mezzo a dei piccoli carnefici? Come si fa a non vomitare sentendo l’odore dolciastro del sangue – dev’essere uscito tanto, dalla quantità di pelo sporco che si vede nella foto - che ti schizza addosso, ti sporca le mani?
I lamenti del cucciolo hanno attirato l’attenzione di un ragazzo, che ha chiamato la Polizia: i bambini sono stati fermati ed il cucciolo portato da un veterinario che l’ha prontamente curato. Ora Leone – è stato chiamato così”perché ha dimostrato un grande coraggio e forze nel sopravvivere a tanta crudeltà” si è salvato e speriamo che ci sia una famiglia piena di amore che possa adottarlo.
Questa vicenda ci porta a più di una riflessione.
La crudeltà verso gli animali nei bambini è dovuta a diversi fattori, non necessariamente sempre ad abusi subiti, ma spesso per alleviare la noia, o perché è una richiesta del capo del gruppo, o per emulare il comportamento di un adulto.
Il “quartiere popolare “ non dev’essere presa come scusante: i genitori lavorano, i bambini sono lasciati a sé stessi, c’è miseria… Da sempre i genitori lavorano ed i bambini spesso devono autogestirsi, ma non per questo devono diventare necessariamente sadici e criminali.
La parola chiave, la soluzione è: EMPATIA.
E’ la capacità di comprendere gli stati emotivi altrui, è il rispetto per la vita, sia che si tratti di una pianta, di un animale, di un essere umano. Sviluppare nei bambini un rapporto positivo con gli animali può costituire un rapporto positivo con i propri simili.
E’ questo che da anni ENPA ha, come sua “mission“, insegnare il rispetto per la vita, ma soprattutto – come è previsto dallo Statuto sociale “ di svolgere attività a tutela dei diritti degli animali attraverso la promozione, anche con azione educativa nelle scuole di ogni ordine e grado, della solidarietà, del volontariato e dell’aggregazione sociale e lo svolgimento di attività culturali, nelle più svariate forme, quali strumenti per innalzare il livello culturale dell'uomo onde ottenere il rispetto e la protezione degli animali e del loro habitat ….”.
Noi adulti abbiamo una grandissima responsabilità: i bambini sono delle spugne, perché percepiscono tutto ciò che gira intorno a loro.
Come ha scritto nel 1954 Dorothy Law Nolte, insegnante, pedagogista e consulente familiare, il nostro comportamento influenza il loro carattere, la loro vita futura:
I bambini imparano quello che vivono
di DOROTHY LAW NOLTE, I bambini imparano ciò che vivono (The Torrance Herald, 1954).
Se i bambini vivono con le critiche, imparano a condannare.
Se i bambini vivono con l'ostilità, imparano ad aggredire.
Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi.
Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi.
Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi.
Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia.
Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli.
Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di sé.
Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano ad essere pazienti.
Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare.
Se i bambini vivono con l'accettazione, imparano ad amare.
Se i bambini vivono con l'approvazione, imparano a piacersi.
Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo.
Se i bambini vivono con la condivisione, imparano ad essere generosi.
Se i bambini vivono con l'onestà, imparano ad essere sinceri.
Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos'è la giustizia.
Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto.
Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in sé stessi e nel prossimo.
Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel posto in cui vivere.






















