Signor Direttore, sono la signora Marilù Rossi in Soga.
Quell’ “in Soga” significa che sono la moglie di Tino Soga, colui cui Lei ieri ha permesso, con bonaria accondiscendenza, di prendermi in giro sul quotidiano “lacitta.eu” pubblicando la vignetta dove appaio come una femminista che “parla parla parla all’infinito”. Questo non è vero!
Lei mi potrebbe chiedere come faccio a dire che Tino Soga, mio marito, ce l’aveva con me. Le rispondo: perché lui mi dice spesso che parlo troppo e sono femminista, e anche perché i due personaggi disegnati sono, sia pure nella deformazione caricaturale, proprio come me e lui. Riconosco anche, a merito del mio maritino, che è stato obiettivo: a me mi ha disegnata carina, somiglio abbastanza a quella figurina, però Le assicuro che sono molto più bella; e pure lui è somigliante con gli occhiali che non si leva mai e la notevole testa pelata.
Dunque, signor Direttore, Lei deve sapere che se io parlo forse troppo è perché lui mi ascolta poco, e allora sono costretta a ripetere le stesse cose finché riesco a fargliele entrare in testa. Le faccio un esempio raccontandole come avviene la nostra cena, ovvero il momento della giornata in cui possiamo parlarci liberi dai nostri impegni. Ecco come si svolgono le cose.
Sono circa le ore 20. Il televisore è acceso su uno dei tanti TG. Lui mangia distrattamente seguendo le notizie e le commenta con osservazioni di questo tipo:
- Stasera il direttore del TG è più manicheo del solito… ma ci può stare, concordo con quel che dice. Vai, Direttore, che vai bene … cantagliele toste!
- Quel coglione di coso … coso quello lì, non mi ricordo come si chiama, dovrebbero cacciarlo!
- Biden, grande? Senti un po’! Forse per gli americani, ma che è cambiato qualcosa per noi?
- Il “sofagate”… che stronzata! Ma non hanno niente di meglio da pensare, quelli lì a Bruxelles?
- L’Iran vuole farsi la bomba atomica? Embè? Ce l’hanno tutti …
- Sempre deprimenti questi TG! Ma perché sto a vederli?
Intanto che il TG procede io cerco di approfittare di qualche piccola pausa per informare lui delle cose importanti, tipo:
- È venuto il tecnico, ha aggiustato la lavatrice… oh, 200 euro! Era meglio farla nuova.
- Lo scarico del lavandino di cucina è intasato. Ci provi tu a disintasarlo?
- Domani scade l’assicurazione dell’auto. Ma che ci sono ancora un po’ di giorni per pagare?
- Per domenica vorrei invitare a pranzo mia sorella? Che dici? Ti va bene?
- Ho cambiato pettinatura, ho rifatto il mio nero corvino naturale, e tu non te ne sei accorto!
- Con la primavera sono tornate le formiche in cucina. E fai qualcosa, tu: eliminale!
Al televisore lui manda osservazioni e improperi (come se qualcuno potesse sentirlo); a me (che son lì e lo devo sentire) risponde con qualche cenno di mano che significa: dopo, dopo. Quando finisce il TG e comincia la pubblicità, lui azzera l’audio e finalmente mi dà ascolto:
- Lu?
A volte mi chiama “Lù”, ma non so bene se sia un diminutivo affettuoso o che per lui conto poco, così poco come ha ridotto a una sillaba il mio bel nome che è “Marilù”. Quindi prosegue:
- Lù … che mi volevi dire qualcosa?
Il problema dei rapporti tra me e Tino è che lui tende a pensare in grande. Un giorno mi ha detto:
- Conosci l’effetto farfalla? Te lo spiego in modo semplice. Devi sapere che il battito delle ali di una farfalla, poniamo in Africa, può provocare movimenti d’aria sempre più gravi, fino a scatenare una tempesta in Giappone. Bisogna pensare in grande, oltre il piccolo orizzonte della nostra casa e della nostra città!
Capito, signor Direttore?
E ora parliamo di femminismo. Certo che sono femminista! Le donne sono femministe nella misura in cui gli uomini sono maschilisti. Del resto proprio lui ha pontificato così:
- Uguaglianza? Okay! Ma soltanto da un punto di vista giuridico per i diritti e però anche per i doveri, come vuole la nostra Sacrosanta Costituzione, che per me è più di una religione. Per il resto, no! Gli uomini e le donne non sono uguali. Forse c’è un’eccezione quando sono bimbi o vecchi, cioè quando in età infantile a entrambi gli mettono il pannolino, oppure da molto anziani quando entrambi devono indossare il pannolone!
Sì, da piccoli sono identici. E da vecchi? Beh, da vecchi, quasi: gli uomini invecchiano meglio!
Sicut erat in principio, nunc est, semper erit. Amen!
Con distinti saluti e facoltà di pubblicazione della presente, se lo ritiene opportuno.
Marilù Rossi in Soga
P.S.: Non sono brava come Tino a disegnare vignette, ma so usare il computer. Quindi ho estratto la sua vignetta di ieri, ho fatto piccole modifiche e cambiato le parole. Se me la pubblica, avrò la mia rivincita.

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Cara signora Marilù Rossi in Soga, la ringrazio per la lettera aperta che mi ha indirizzato.
Il rispetto per la donna è in me, sempre. Ho rispettato mia nonna materna, Maria, mia mamma, Bruna, femminismo o no sono state per me guida della mia vita proprio perché la donna ha quel qualcosa in più che noi uomini-maschi non abbiamo.
Ossia il senso reale dell'amore.
Vorrei una donna negli incarichi occupati da sempre dall'uomo. E quindi vorrei un papa donna, un cardinale donna, un sacerdote donna, un presidente della Repubblica donna e così via, sparirebbe la superbia del maschio che si impone troppo spesso facendo forza perché è:
presuntuoso, arrogante, sdegnoso, altero, altezzoso, orgoglioso, immodesto, borioso, pieno di sé, sprezzante, tronfio...
In merito alle formiche in cucina, vanno rispettate, esse sono le femmine operaie che lavorano tutta la vita, la loro regina è una femmina... non meno l'ape regina... è una femmina... è tutto dire.
Piccolissimi esserini hanno capito chi va davvero apprezzato e valorizzato facendo occupare posti importanti a chi lo merita. (m.g.)






















