Tino Soga

Uffaaa! Sono stufo di COVID-19! Ma quando finirà? Che questa pandemia sia infinita?

Scrivendo questa pagina del mio “Diario” non sprecherò spazio per il COVID-19. Se ne tratta anche troppo sui giornali, in televisione e immancabilmente nell’infinito mondo del WEB. 

A proposito dell’infinito. Molte persone si pongono il problema di definire l’infinito, di capirlo, di spiegarlo e di descriverne le proprietà. Filosofi e matematici hanno provato e provano senza successo a spiegare cos’è questa inafferrabile entità; i religiosi hanno trovato la soluzione con la Fede (per loro tutto si risolve con la Fede) identificando l’infinito con la divinità: “Dio è [l’] infinito”, il che fideisticamente va bene, ma razionalmente chiarisce poco o niente. 

L’unica affermazione che si può fare sull’infinito è che è senza limiti, ma questa è una tautologia e perciò non dice niente di nuovo. 

L’infinito (simbolo teorico)

 

E allora, anche se sono un po’ ignorante (ignorante in senso scientifico, intendendo che non conosco tutto) e però anche un po’ saccente (mi illudo di sapere non poco), affermo che se l’infinito (soggetto) è infinito (predicato nominale), non se ne può dare una descrizione e perciò una definizione, in quanto definire equivale a limitare. 

Ma ora mi pongo una domanda: se l’infinito è impossibile da definire, non sarà forse perché non esiste? 

E già, è proprio così: l’infinto non esiste, è un concetto astratto come le scienze pure (aritmetica e geometria) delle quali fa parte; è un concetto astratto come la bellezza, la giustizia, la cattiveria, la saggezza, la stupidità… che non esistono oggettivamente, ma sono nostri modi soggettivi di valutare l’esistente. 

Ma allora se non esiste di per sé un’entità infinita, esistono almeno oggetti che si possano dire infiniti? Ovviamente no! Però proprio Albert Einstein ha affermato che sono infiniti l’universo e la stupidità umana, però con qualche dubbio sull’infinità dell’universo. Einstein ha ragione. Infatti si può dire infinita un’astrazione, ma non l’universo che è un oggetto reale e dunque non può essere infinito; la stupidità invece è, come ho detto sopra, un concetto astratto e dunque non ha esistenza oggettiva e perciò può non avere limiti.

A questo punto, rischiando l’accusa di contraddizione, affermo che il WEB fa pensare a un luogo in(de)finito dove gli stupidi si esprimono senza limiti, e dunque proprio il WEB ci suggerisce un’idea di infinito. Ma è un infinito caotico e ripugnante nel quale non è affatto “dolce naufragare” … 

Basta, ora mi metto pure a citare Leopardi! Non bastava Einstein? 

Devo smettere di pensare come un guru o di giocare al filosofo mulinando parole di spiritualismo artificioso. Sedicenti guru e filosofi dilettanti si illudono di pensare l’eccelso mentre non realizzano altro che masturbazioni mentali.

Invece concluderò il discorso sull’infinito con una vignetta spiritosa.

 

 

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