Alfio Pannega, un uomo buono
 
Pietro Benedetti
 
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in città si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974.
 
E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina.
 
A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassionò vieppiù di poesia e fiorì come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza.

Ormai da anni porto sulla scena la sua storia, di pace e di fratellanza nel monologo "Allora ero giovane pure io", nelle tante repliche dentro le scuole i ragazzi rimangono entusiasti!!
 
Questo è il Link del video che riporta una piccola parte dello spettacolo, dove Alfio declama... Buona Visione!
 
 
 
 
 
 

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