Raffaello Federighi

   Sull’argomento mi sono espresso più volte, con oggettiva tempestività e lungimiranza (i primi articoli sono del marzo 202’0), esponendo perplessità crescenti sulla natura stessa del virus, sulle strategie di contenimento e sui loro effetti; sinceramente avrei preferito sbagliare, ma così non è stato.

   Sull’origine del covid-19, sono state avanzate teorie tra le più stravaganti, compresa quella fantastica del pipistrello che avrebbe infettato il pescatore al mercato del pesce di Wuhan. L’esperienza e l’intelligenza ci inducono a non escludere che si tratti invece di un virus progettato in laboratorio, probabilmente un’arma batteriologica (una delle tante di cui dispongono i laboratori militari) che è stato diffuso, forse per errore, forse volutamente.

   Quanto ai provvedimenti finalizzati a contenere l’epidemia, il meno che si possa dire è che essi vengono proposti come rimedio ma si stanno rivelando come molto peggiori del presunto male. Da gennaio 2020 ad oggi tutti gli indicatori economici ci dicono che il Paese è stato avviato ad una crisi senza precedenti dalla quale pensare di uscire indebitando ulteriormente la sua economia (MES e recovery fund sono oltre cinquecento miliardi di euro che ci vengono prestati e che dovremo restituire, i quali si uniscono ai centottanta miliardi di ulteriore debito pubblico che i due governi succedutisi nell’ultima legislatura hanno sciaguratamente generato) è, a dire poco, una politica economica eccepibile.

   Sulla natura giuridica dei vari DPCM, ho detto subito che essi erano illegittimi e inutili. Invero, giuristi più esperti di me hanno poi convenuto che i DPCM sono atti amministrativi che in nessun caso possono sospendere o limitare leggi ordinarie o di rango costituzionale, certamente non su tutto il territorio nazionale e a tempo indeterminato, ciò per un elementare presupposto giuridico che si chiama gerarchia delle fonti. A sostegno della tesi espressa, ora, oltre alle opinioni di studiosi del diritto, ci sono provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria (Il Tribunale di Bologna li ha dichiarati illegittimi e privi di effetto con Ordinanza n. 45986/2020 RG, sesta sezione, senza neanche sottoporli al vaglio della Corte Costituzionale perché considerati semplici regolamenti).

   Pensare di costringere le persone a casa, a non circolare liberamente nel territorio nazionale, a limitare negli orari e nella qualità, le relazioni sociali, a impedire loro di lavorare è gravissimo oltre che drammaticamente inutile, talché i nostri governanti hanno generato la stupefacente teoria che, se il virus circola di meno è merito loro e delle loro geniali intuizioni, se circola di più è responsabilità degli sconsiderati comportamenti dei cittadini.

   Inoltre, appare non giustificata la forsennata campagna vaccinale, con discesa in campo di testimonial prezzolati e di virologhi con manie di protagonismo. Se il virus è mutante non può esistere un vaccino propriamente detto e questo è pacifico. Un vaccino, per essere studiato, testato e messo in commercio in sicurezza, necessita di almeno quattro anni. Quindi, quelli che vengono spacciati per vaccini sono in realtà potenziatori immunitari. Si tratta di farmaci geneticamente modificati che vanno a riscrivere il dna umano. Sono farmaci pericolosi che, per essere messi in commercio, i Parlamenti Europeo ed Italiano hanno abolito la regolamentazione precedente e disposto che i produttori non sono perseguibili per eventuali effetti avversi i quali, è di stretta attualità, si stanno verificando tanto da indurre molte nazioni (Svezia, Danimarca, Islanda, Thailandia, Austria, ecc.) a proibirne l’uso. Peraltro utilizzando in questi farmaci dna proveniente da feti umani estratti da aborti programmati si è sviluppato un ulteriore problema etico a seguito del quale sono intervenute le conferenze episcopali di Stati Uniti e Canada, ritenendoli inaccettabili per la dottrina cristiana, sconfessando addirittura il gesuita Papa Bergoglio. 

   In realtà essi sono un affare colossale per le aziende farmaceutiche e per chi le favorisce. Valutate ogni dose al prezzo medio di circa venti euro, moltiplicatele per tre/quattro richiami, moltiplicateli per circa tre miliardi di vaccinati (questo è l’obiettivo su scala mondiale che si sono prefissi, ma poi utilizzeranno un altro virus per continuare a guadagnare), aggiungeteci le mascherine, i guanti, i disinfettanti e avrete un’idea della partita che stanno giocando Big Pharma e i loro accoliti, ed è soltanto una parte dei risvolti economici prodotti dal “covid show”.

   La DAD (didattica a distanza) sta producendo studenti del tutto ignoranti poiché non vi è prova alcuna che essi seguano le lezioni da remoto e che esse producano effetti positivi, similmente lo smart working, ovvero il lavoro da casa dei pubblici dipendenti, sta dando il colpo di grazia ad una pubblica amministrazione già in condizioni ottimali non proprio efficientissima. Che dire dell’impennata di separazioni, divorzi, disturbi della sfera psicologica, affettiva, sessuale derivante da una mutazione in peggio dello stile di vita? Come giudicare la distruzione sistematica d’interi comparti economici, con parallelo arricchimento di chi già ricco era (si stima che nell’ultimo anno le duemila persone più benestanti della terra abbiano incrementato i loro possedimenti di circa il 30%). Come valutare il sostanziale divieto di protesta che consegue al divieto di assembramento? Cosa pensare del rinvio delle elezioni amministrative? Qualcuno si rammenta che protesta pacifica ed elezioni regolari sono elementi fondamentali di una democrazia?

   In conclusione, o siamo in mano a governi particolarmente stupidi o essi vengono indotti a seguire un oscuro progetto non loro e allora la teoria che l’epidemia è soltanto uno strumento per accelerare una svolta autoritaria e cambiamenti radicali sotto il profilo economico, giuridico e sociale non sembra più essere del tutto peregrina.

   Vedete bene che qui non si tratta di essere o meno un negazionista, io non lo sono di certo, poiché il virus indubbiamente esiste, io esprimo dubbi sulla natura e le finalità di ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi, esprimo critiche fondate sull’efficacia dei presunti rimedi e mi rifiuto di ritenere che per un qualsiasi problema esista un’unica soluzione. Ribadisco con forza che se un provvedimento si rivela inutile e dannoso esso va abolito o mutato. 

   Penso sia tempo che i cittadini aprano gli occhi e si riapproprino delle loro esistenze, ricorrendo ai fondamenti del buonsenso e delle regole democratiche, perché, secondo Seneca, la vita va vissuta oltre che preservata e quella che ci stanno proponendo non è, né sarà, una buona vita, penso che quasi tutti ne converrete.

 

 

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