Andrea Stefano Marini Balestra

Certamente la ricchezza ittica ed ambientale del Mar Mediterraneo, benché un mare chiuso e circondato nelle sue coste da un’eccezionale sviluppo antropico, è dovuta alla esistenza di una particolare pianta acquatica: la posidonia oceanica, cosi denominata come specie vegetale sottomarina.

Essa è presente nei fondali da pochi metri dalla superficie sino ad oltre 40 e rappresenta la barriera naturale contro l’erosione delle coste e soprattutto contribuisce alla ossigenazione delle acque per le sua caratteristiche fanerogame.

Chi, pur semplicemente munito di una maschera subacquea ha potuto ammirare sul fondo il dolce fluttuare delle sue foglie verdi scuro, ha pure osservato la ricchezza della fauna ittica minore che ivi si nutre e si difende.
Bene. Poiché questa pianta acquatica per effetto di varie cause sta venendo meno e per conseguenza potrebbe avvenire un depauperamento biologico delle acque del mediterraneo, studiosi sono al suo capezzale per evitarne l’estinzione.

L’Università della Tuscia presso il suo Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB) con il prof. Nascetti ha presso le coste dell’alto Lazio con l’aiuto di fondi europei in dotazione alla regione Lazio, presentato un progetto di difesa delle costa volto alla conservazione e riforestazione della prateria di posidonia davanti alle foci del Fiume Marta. La conferenza si è tenuta sabato 27 scorso con la partecipazione del sindaco di Tarquinia Giulivi, il consigliere Regionale Silvia Blasi ed un Capo nocchiere della Capitaneria di Porto di Civitavecchia.

Il progetto prevede l’installazione di 60 barriere sommerse in cemento denominate “Reef Ball” capaci di favorire l’accestimento della pianta acquatica che si riproduce oltre che per seme, anche per rizoma, nonché scoraggiare la pesca illegale a strascico dei pescherecci professionali.

Il prof. Nascetti ha indicato questi presidi artificiali, comunque non impattanti con la natura del fondale marino “giardinieri”.
Comunque questo intervento è solo l’ultimo di una lunga serie di interventi mirati alla conservazione biologica del mare antistante le coste della nostra Provincia.

Ricordiamo, per es.sin dal 2001 il progetto LIFE “Poseidone” che previde dissuasori antistrascico lungo le coste da Montalto di Castro verso sud, il progetto SEASAVE che ha permesso la rimozione di plastiche e relitti di ingegni da pesca abbandonati ed il ripopolamento di giovani astici e mazzancolle.

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