
IL PASTORE E OVIDIO
Ogni giorno c’è un fatto nuovo di crudeltà verso gli animali, sembra una storia infinita.
Oggi ho letto sui giornali locali che un pastore di Montefiascone ha legato un cane al portabagagli della sua auto e l’ha trascinato fino ad ucciderlo. Fortunatamente i Carabinieri del Nucleo Radiomobile ed operativo di Montefiascone l’hanno trovato e denunciato.
L’articolo 544 bis del codice penale “uccisione di animali“ recita “CHIUNQUE, PER CRUDELTA’ O SENZA NECESSITA’, CAGIONA LA MORTE DI UN ANIMALE è PUNITO CON LA RECLUSIONE DA QUATTRO MESI A DUE ANNI“. Confidiamo in un Giudice che applichi la legge con il massimo della pena.
E’ ora di finirla di trattare i cani come degli oggetti che possono essere maltrattati ed uccisi. Sono esseri coscienti, che provano dolore, paura, terrore.
La crudeltà fisica nei confronti degli animali è stata inserita dall’OMS tra i sintomi del disturbo comportamentale e dello stesso parere è l’American Psychiatric Association, come si legge nel “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM ).”
Ciò significa una diminuzione, se non una totale assenza, di empatia nei confronti della sofferenza altrui, sia animale che umana.
In un convegno a Verona organizzato dall’Associazione di promozione sociale Link-Italia il 9 e 10 febbraio 2019 è stata analizzata la correlazione fra il maltrattamento degli animali e la violenza interpersonale: in quell’anno il 71% dei detenuti in Italia aveva precedenti per maltrattamenti di animali.
Nel 43 a.c. Ovidio scriveva “La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà contro gli uomini “. Per questo un atto di violenza verso un animale non deve essere visto come un fatto a sé stante, ma un campanello d’allarme, un segnale di futuri comportamenti violenti sugli esseri umani.
Mi chiedo ma come sarà questo pastore con le sue pecore, se tratta così il cane? Come si comporterà con sua moglie, con i figli? Con i vicini di casa? Con voi?
ENPA SEZIONE DI VITERBO






















