Giordano Sugaroni
Con apposito videocomunicato delle ore 13.00, il sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi effettua alcune importanti osservazioni sulla proposta di Legge depositata presso la Commissione Sanità Regione Lazio riguardante le strutture ospedaliere montane.
“A poco più di cinque anni dalla riapertura”, sottolinea il primo cittadino, “la nostra struttura ha convissuto tra alti e bassi. Per essere del tutto sinceri, in questo primo mese del 2021 non risponde ancora a pieno a tutte le esigenze sanitarie. Fase di precarietà tanto per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione (terminati al 50%) quanto per l’utilizzo del personale medico e paramedico (unità in pensione e difficoltà nel reperire medici in grado di trasferirsi in questa zona dell’alto viterbese). Finanziamenti tanto di tipologia Recovery – Found quanto derivanti dal Mes, in questo periodo di difficile convivenza con il virus Covid ci hanno fortunatamente aperto opportunità fino al Febbraio 2020 inaccessibili. Sia per Acquapendente che per gli ospedali di Amatrice e Subiaco ribattezzati proprio nel 2015 disagiati è stata presentata una proposta di Legge che azzera una palese precarietà presente nei Pronto Soccorso: viene introdotto il medico anestesista tutti i giorni 24 su 24.
Ed a giovarne, saranno soprattutto i ricoveri più critici. Significativo miglioramento a livello di specializzazione per tutto quanto riguarda la diagnostica. Per i medici ed i paramedici previsti fondamentali incentivi. Venire ad Acquapendente non sarà quindi più una fatica ma una bella occasione per realizzare le proprie professionalità. Acquapendente ed i limitrofi centri, infine, verranno denominati Distretto Autonomo dell’Alta Tuscia.
All’interno della quale opererà stabilmente una Conferenza di Sindaci, che si trasformeranno sempre più in rappresentanti delle emergenze sanitarie del territorio. Un distretto che non sarà quindi gestito provincialmente, ma gestito con autonomia specifica. Come avviene quindi già per i piccoli ospedali di Regioni come le Marche e l’Emilia Romagna, anche il Nostro vedrà “accorciato il gap sviluppo” con quelli operanti nelle medie e grandi metropoli regionali”






















