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Viterbo CRONACA D'AMORE Era lì, a godersi uno dei pochi spettacoli automobilistici offerti dalla nostra città
di Barbara Pasqualini

Enrico Pasqualini, papà di Barbara

Il mese di settembre è carico di fascino e suggestione; con i suoi incantevoli profumi e colori ci traghetta dall’estate all’autunno, ad una fase di questa stagione ancora “mite e gentile”, in cui il tepore delle giornate continua a farci compagnia, in cui le ore del giorno superano ancora quelle di buio…

Vedi le 87 foto della Coppa del Cimino
nella galleria fotografica in fondo all'articolo

E poi c’è l’altro aspetto: la ripresa delle attività di studio e/o lavoro a pieno regime, con maggiore entusiasmo e alacrità se l’estate ha portato, come auspicabile, un po’ di meritato riposo. Ma per me, come forse per la maggior parte dei viterbesi, settembre è un mese particolare perché segnato dalla festività della nostra amata Santa Rosa, patrona della città.

Tante sono le celebrazioni in suo onore in questi giorni, una miscellanea di sacro e profano che suscita ogni anno nei nostri animi pensieri, ricordi ed emozioni mai completamente sopite.

In particolare, curiosando il calendario del “Settembre Viterbese 2014”, la mia attenzione è stata catturata dalla “Coppa del Cimino”: o meglio, i miei ricordi sono rimasti imbrigliati in questo evento. Certo questa manifestazione celebra l’aspetto più laico dei festeggiamenti settembrini in onore di Santa Rosa ed alcune volte è stata pure, ahimè, annullata, generalmente per motivi di sicurezza, come lo scorso anno, ma costituisce comunque un evento di punta del nostro cartellone.

Per chi non condividesse la mia passione per i motori, ricordo che la “Coppa del Cimino” è una cronoscalata, cioè una gara valida per il Campionato Italiano della Montagna Autostoriche (nono appuntamento del Campionato Italiano Velocità Salita riservato alle Autostoriche), che si svolgerà, come di consueto, sul percorso della S.P. Cassia Cimina tra il km 4+500 ed il km 10+500. La competizione è… storica! Pensate che siamo già alla 42ª edizione!

[Consentitemi una breve digressione, segnalo qualche link appetibile per gli appassionati: http://www.acisportitalia.it/CIVSA/informazioni-risultati/929/Coppa-del-Cimino, http://www.cronoscalate.it/schedagara.php?_gara=1481].

Enrico Pasqualini e la figlia Barbara (Foto Daniele Pasqualini)

L’entusiasmo che nutro per questo evento non è, però, solo dettato dalla passione per i motori: la mia memoria ed i miei ricordi lo associano ai bei momenti ivi condivisi con il mio papà, Enrico. Lui se ne è andato, improvvisamente, più di quattro anni fa, a soli 60 anni, lasciando un vuoto incolmabile.

Resta vivo, sempre, nella mente e nel cuore di mia madre, miei e di quanti hanno avuto la fortuna di incrociare con lui la propria strada. Uno degli aspetti che più mi piace poter ricordare di lui è proprio la sua passione per le auto, i motori, la velocità, passione che mi ha trasmesso e che abbiamo gioiosamente condiviso per tanti anni.

A dire il vero, non è stato sempre così. Ho scoperto la Coppa del Cimino dai racconti del mio papà, che la seguiva fin da ragazzo assieme ai suoi più cari amici.

Se non ricordo male, le sue origini risalgono agli anni ’30, divenendo, con il passare degli anni, una classica dell’automobilismo sportivo nazionale, prima per le auto moderne e, ultimamente, riservata alle auto storiche, quale prova valida per il Campionato Italiano della Montagna. Come ricordavo poc’anzi numerose edizioni non sono state disputate per motivi diversi.

Le ultime a causa delle norme di sicurezza, divenute più severe e, a volte, difficilmente, applicabili. La gara ha visto sempre la presenza dei migliori piloti della categoria e lo attesta l’albo d’oro della manifestazione (Taruffi, Natili, Nataloni, Scola, Kamamuri, che perse la vita proprio sui tornanti iniziali, per ricordarne alcuni).

Le edizioni sono disputate sul tracciato tradizionale snodantesi attraverso i Monti Cimini, percorso tecnicamente valido, spettacolarmente apprezzabile con la vista del lago di Vico, che pare suscitasse meraviglia addirittura nelle Legioni Romane lanciate alla conquista dei territori degli Etruschi.

Papà andava ad assistere alle gare con entusiasmo ed un pizzico di incoscienza: ai suoi tempi, raggiungere la sede della competizione non era un problema di poco conto, così, o approfittava di ricevere un passaggio in automobile dal padre di qualche suo amico, oppure si avvaleva di mezzi di fortuna, come l’autostop. Però era lì, a godersi uno dei pochi spettacoli automobilistici offerti dalla nostra città.

Nel lontano 1986 provò a coinvolgere anche me, che allora avevo 6 anni, data la mia propensione e il mio crescente amore per le macchine e per giochi considerati generalmente “maschili”. L’esordio fu semplicemente disastroso! Nel mio caso il proverbio “Il buongiorno si vede dal mattino” perde di validità!

Quando mi trovai in quel contesto, con il frastuono dei motori, ne fui quasi traumatizzata!!! Non volli più accompagnarlo per una decina d’anni! Pensate che il rombo dei motori, oggi musica per le mie orecchie, mi risultava intollerabile.

Come si cambia…

Fu nel 1996 che mi riavvicinai a questa manifestazione e da allora l’ho attesa con ansia ogni anno, almeno fino a 5 anni fa, cioè all’ultima volta che vi ho preso parte, con mio padre.

Ricordo con tanta nostalgia tutto il nostro rituale di preparazione. Poiché entrambi amavamo fare le foto, la sera prima della gara preparavamo le borse con due macchinette fotografiche, una ciascuno; la mia era generalmente quella più “semplice”, con settate tutte le impostazioni automatiche possibili (in caso di necessità interveniva papà a cavarmi d’impaccio), per lasciarmi il solo piacere di scegliere l’inquadratura e scattare, la sua, invece, rigorosamente regolata manualmente, per ogni scatto.

Era divertentissimo poi confrontare i risultati prodotti, scoprire di avere scelto magari lo stesso soggetto, di avere immortalato i medesimi scorci…

La mattina ci alzavamo di buon’ora. Il percorso per raggiungere la gara constava sempre di un tratto in macchina (da Viterbo percorrevamo la strada per Fiescoli, dove parcheggiavamo) e di un ultimo tratto a piedi, per raggiungere la partenza.

Già, perché alla partenza si poteva godere dello spettacolo più bello, per noi. Lì puoi osservare le auto ferme, i volti talvolta tesi o rilassati dei piloti, il loro schernirsi per allentare la tensione, e poi la suggestione del momento immediatamente prima del “via”…

Si può commentare come un pilota è partito, pronosticare l’esito della sua prestazione ed inoltre si scattano foto delle auto da ogni angolazione! Quanto mi piaceva vivere ed assaporare quei momenti, estraniarmi dalla quotidianità e gustare con papà il sogno di quel mondo dei motori…

Lui sapeva affrontare ogni situazione con la responsabilità di un adulto e la gioiosa tenerezza di un bambino, con il suo sguardo dolcissimo sapeva farmi assaporare ogni piccolo piacere della vita e farmelo vivere come se fosse il più indimenticabile. Quanto mi manca!

Forse ora capirete perché anche oggi, ogni qualvolta leggo della Coppa del Cimino il cuore batte all’impazzata.

Ricordare quei momenti è come riviverli, riassaporarne un po’ il piacere mai scordato. Ed è stata anche un’occasione per condividere con voi uno splendido ricordo di mio padre. Mi rende particolarmente felice ricordarlo in questa circostanza perché immortala due aspetti che egli amava in modo particolare: le fotografie e i motori. Papà sapeva eternare, in ogni scatto, il mondo circostante nella sua fresca genuinità.

E… “je piaceva corre”…

Una volta, parlando tra noi e ricordando alcuni cari che non c’erano più, mi disse che proprio con questa frase avrebbe voluto essere ricordato. Me lo disse con il suo ineffabile sorriso, tra il serio ed il faceto…

E allora papà ti ricordo così, con alcuni degli aspetti che più amavi della vita!

A te piaceva la velocità delle auto sportive, e la estrinsecavi con la tua guida impeccabile, che tanto mi deliziava.

Era bello viaggiare in auto con te come pilota! Purtroppo il destino ti ha fatto correre troppo anche nella vita…

A voi, miei cari lettori, un grazie per avere condiviso con me questi preziosi ricordi e l’augurio di vivervi intensamente lo splendido spettacolo della Coppa del Cimino!

Barbara Pasqualini

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