
Mariella Zadro
“La metto o non la metto la calzetta sotto al camino questa sera?” …
Gli elementi per aspettare questo momento ci sono tutti: basse temperature, pioggia, vento di tramontana e qualche fiocco di neve, anche in collina.
Una filastrocca che mi martella in testa, recita:” La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il cappello alla romana, Viva Viva la Befana!”
A Viterbo è una festa molto sentita, ma quest’anno dobbiamo cambiare il verbo e usarlo al passato…era una festa, con due particolari appuntamenti, per piccoli e grandi.
Da anni, esattamente da venti (quella dell’anno scorso ha sancito il ventennale) la vigilia dell’Epifania, veniva trasportata per le vie cittadine, la Calza più lunga del mondo: cinquantadue metri di lunghezza, per quattrocento chili di peso, sostenuta da 15 Fiat 500 e le facevano da cornice tante befane, che regalavano caramelle e dolcetti a tutti i presenti.
Il giorno della festa, dopo il tramonto, veniva organizzata la Befana 115. Erano i Vigili del Fuoco che calavano la simpatica vecchietta dalla torre dell’orologio in piazza del Plebiscito, accolta da scroscianti applausi.
Ora, mi sento proprio di fare gli auguri e un appello all’amabile nonnina affinché si possa ben organizzare, anche con le ristrettezze di quest’anno.
Speriamo, tra una nuvola e l’altra, di vederti questa notte, volteggiare sulla tua magica scopa e di trovare nella calza: un mandarino, un fico secco, tre noci, un po’ di mosciarelle, un tozzetto, le ruzzoline di liquirizia e per i bambini, niente carbone, ma tanti giocattoli!






















